Come evolve nel tempo un trattamento con i fiori di Bach

Chi lavora nell’ambito della floriterapia, e anche chi ha assunto i fiori per almeno una volta, sa che la prima miscela va assunta per circa venti giorni.

Poiché l’utente passa da una situazione di malessere a una terapia energetica, durante l’assunzione della prima miscela si avverte quasi sempre un netto miglioramento che entusiasma molto la persona e stimola a continuare.

Successivamente, se la terapia prosegue, si continua ad avvertire un miglioramento rispetto alla situazione iniziale ma non più così eclatante come nel primo mese. Anzi, a volte, durante il secondo mese di assunzione, mi è stato detto dagli utenti: “avevo la sensazione di stare meglio con la prima miscela”.  Questo non significa che i fiori non stiano facendo effetto, significa solo che… poiché la seconda boccetta inizia dopo che la prima è finita, il cliente, “ricordandosi” di come stava bene il primo mese ha la sensazione di essere meno migliorato. 

Andando avanti con l’assunzione, il soggetto sperimenta una certa staticità, vale a dire che non si sente nè meglio nè peggio.

Miglioramenti significativi si iniziano a vedere dopo circa 4 mesi di assunzione.

Se i fiori vengono assunti sempre, cioè vengono integrati nella propria vita (ovviamente cambiando le miscele sulla base dei problemi che si desidera via via affrontare), la persona evolve molto, si amplia la consapevolezza, si è più lucidi, cadono le sovrastrutture che coprivano la reale personalità. Riporto, a questo proposito, le parole del grande floriterapeuta R. Orozco, tratte dal libro “Nuovi orizzonti con i fiori di Bach”:

“A mio avviso, in sei mesi si possono portare a termine cure che raggiungono un certo grado di profondità. E’ abbastanza utile stabilire un termine di tre mesi prima di fare un bilancio della situazione. Alcuni terapeuti hanno osservato che a volte, assumendo i fiori per un anno, si produce una specie di salto evolutivo.”

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

 

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