Ti sei mai chiesto quanti anni hai a livello emotivo?

Mi capita spesso di parlare con persone che, tutte soddisfatte, fanno una vita da adulti, coerente – secondo loro – con la loro età.

Sappiamo tutti che “a una certa età bisogna andarsene di casa”, “a una certa età bisogna andare a lavorare” ecc. Così incontro persone che vivono da sole o in coppia, lavorano, magari hanno anche dei figli. Poi però le osservo attentamente, vedo come reagiscono a certe situazioni, come affrontano gli eventi e no, non ci siamo. L’età non corrisponde.

Puoi fare la vita che vuoi ma se non cresci a livello emotivo sarai sempre un bambino, continuerai a reagire alle situazioni nello stesso identico modo di quando eri bambino perché – vuoi o non vuoi – lo riterrai vantaggioso. Non crescere a livello emotivo significa rimanere bloccati, significa rifiutare, in un certo senso, di essere realmente adulti. Con tutte le conseguenze che ne derivano.

La vera età di una persona, al di là di quella anagrafica,  è quella emotiva e purtroppo è anche quella che, quando ci si mette insieme, nessuno va mai a guardare.

Cosa succede quando non si cresce a livello emotivo? Succede spesso che si rifiuta il cambiamento, quel cambiamento che poi la vita ti ripresenterà in maniera sempre più aspra finché tu non cresci. In poche parole diventa tutto più difficile poiché con le reazioni infantili ci si irrigidisce, ci si impunta e ciò che dovrebbe fluire resta, il più delle volte, bloccato. La persona non riesce a realizzarsi come dovrebbe.

Vorrei inoltre aggiungere che dall’esterno si vede chiaramente quando uno è rimasto bambino, anche se  “è vestito da grande” poiché  la parte emotiva è quella che maggiormente si emana, è quella che “arriva” prima di tutte le altre. Così uno può anche essere vestito da manager ma magari poi attirerà a sé persone sfruttatrici perché a livello emotivo emana di essere ancora un “bambino bisognoso ed indifeso”.

Crescere emozionalmente è indubbiamente difficile e non è sempre una cosa che si può fare da soli poiché presuppone di disattivare  quei programmi che sono stati attivati in età infantile e che si sono fissati (es. “se faccio la vittima ottengo amore” quindi in età adulta continuo a fare la vittima e così via) per sostituirli, finalmente, con risposte da adulto. (Per la crescita emotiva ho personalmente  avuto un valido aiuto dalla nutripuntura e dalla floriterapia.)

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

 

Leggi anche:

Perché si è infedeli

Quando le gabbie mentali servono

Cosa significa essere coraggiosi

Quella sensazione di vuoto e di infelicità

 

Precedente Che cos'è l'intelligenza e cosa penso dei test per valutare il Q.I. Successivo Cosa penso della psicoterapia (dopo averla fatta per diversi anni)

Lascia un commento

*