Fiori di Bach e fiori australiani a confronto: alcune cose da chiarire

Premetto che non ho ancora iniziato a studiare i fiori australiani e californiani perciò in questa sede non esporrò opinioni su di loro però vorrei fare alcune puntualizzazioni perché, leggendo qua e là, ho notato che quando si cerca di spiegare le differenze tra questi sistemi e quello di Bach vengono dichiarate notizie false e depistanti riguardo la floriterapia inglese (di Bach).

  • “I fiori australiani sono più veloci di quelli inglesi”. Ripeto: non ho provato ancora i fiori australiani ma posso assicurare che, almeno per quanto riguarda il campo delle emozioni, se i fiori di Bach sono ben scelti, l’azione è immediata. Poi ovviamente dipende dal tipo di obiettivo che si deve raggiungere: se bisogna lavorare su tematiche emotive profonde ci vuole ovviamente qualche mese per vedere dei risultati ottimali ma comunque la consapevolezza, il cambiamento e il miglioramento arrivano già da subito. I fiori non sono una bacchetta magica e pensare ad essi come a una bacchetta magica significa anche un po’ deresponsabilizzarsi.

  • “I fiori australiani sono più dolci di quelli di Bach poiché questi ultimi portano la crisi di coscienza che è scomoda”. Carissimi, ma voi pensate veramente di poter cambiare e di potervi evolvere in maniera comoda? La crisi di coscienza innanzitutto non si verifica sempre ma poi, anche quando si verifica, dura poco – sì e no un giorno – e si supera proprio grazie ai fiori. Niente di tragico, insomma. Nessuno è mai morto per la crisi di coscienza!

 

  • “I fiori australiani funzionano meglio perché vengono da un terreno incontaminato, quelli di Bach da terreni martoriati”. I fiori di Bach hanno sempre funzionato molto bene, indipendentemente dal fatto che in Europa ci siano state guerre. Penso anche che ognuno di noi faccia bene a preferire, ove possibile, ciò che viene dal suo territorio.

  • “I fiori australiani trattano problematiche moderne quindi sono più attuali; quelli di Bach trattano problematiche del secolo scorso.” Qui bisogna fare una precisazione: i fiori di Bach non è che trattano delle problematiche, trattano le emozioni, tutte le emozioni che un essere umano – o addirittura un animale – può provare, in qualsiasi epoca e in qualsiasi parte del mondo. Il sistema inglese (di Bach), per quello che gli compete (il trattamento delle emozioni) è completo quindi è errato dire che i fiori australiani lo ampliano o lo completano o che sono una versione moderna dei fiori di Bach.  I fiori australiani mi sembra che riguardino altro, vanno forse più sul problema specifico e semmai, quindi,  potenziano la floriterapia inglese (e infatti io, personalmente, intendo studiare questi altri sistemi con lo scopo di potenziare) ma chiariamoci: non è che sono un’evoluzione dei fiori di Bach.

Vorrei inoltre far notare che nei fiori di Bach c’è un’immensa complessità psicologica: i 12 guaritori, ma anche molti degli altri fiori, corrispondono a profili psicologici ben precisi e a disagi psichici che possono sorgere a partire da tematiche non risolte. Studiare i fiori di Bach significa farsi anche una grande cultura psicologica, imparare a riconoscere certi tipi di persone e capire cosa ci si può aspettare da loro, come possono reagire ecc.  Quindi ok, ben vengano altri sistemi, ben venga l’integrazione con essi, ben vengano tutte le scoperte del mondo ma non screditiamo assolutamente Bach perché le emozioni degli esseri umani sono e saranno sempre quelle e perché il suo lavoro ha un’importanza che vivrà in eterno.

Svalutare, o tentare di svalutare, i fiori di Bach insinuando che essi siano “non più attuali” significa non conoscere o non aver capito niente della floriterapia di Bach.

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

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