Mangiare sano: cosa significa (e gli errori da evitare a tavola)

Oggi è frequente sentire l’espressione “mangiare sano”. Eh sì, perché di schifezze se ne vendono e se ne mangiano in abbondanza quindi molte persone cercano di mangiare sano.

Ma mi chiedo: cosa significherà mangiare sano?

Se provassi a fare un sondaggio sono sicura che la maggior parte dei votanti risponderebbe che mangiare sano significa:

1) mangiare in modo semplice, cioè con pochi ingredienti, preferibilmente preparando da sé le pietanze;

2) assumere molta frutta e verdura.

E in effetti spesso su Facebook, quando i miei contatti preparano qualcosa con le loro mani, scrivono – tutti soddisfatti –  che hanno realizzato qualcosa di sano, soprattutto se hanno utilizzato farine “alternative” o hanno creato  pietanze  senza glutine pur non essendo celiaci.  Oppure alcuni vegetariani si stupiscono se hanno problemi digestivi perché “ma come? Sono vegetariano! Mangio frutta e verdura! Come posso stare male proprio io che mangio sano?”

C’è qualcosa, in questa percezione del mangiar sano, che mi ha sempre lasciato perplessa: per carità, non nego che mangiare un prodotto fatto in casa sia sicuramente più sicuro (non dico necessariamente più sano ma più sicuro) che mangiare un prodotto comprato al supermercato, più che altro perché so cosa c’é dentro ma… cosa significa mangiare sano? Sano significa in salute quindi un cibo sano dovrebbe innanzitutto essere un cibo vivo, che poiché è vivo lui apporta vita e salute a chi lo mangia. Più un cibo è vivo, più è fresco, più è del proprio territorio, meglio è stato coltivato, più queste proprietà sono forti.  Va da sé, quindi, che un cibo sano deve essere innanzitutto molto fresco, o preparato con alimenti freschi.

Ecco quindi che molti dei prodotti comprati al supermercato e considerati sani (soprattutto quelli per vegani), essendo molto lavorati, tanto sani forse non sono. Inoltre ok, per un celiaco può essere “sano” un prodotto senza glutine perchè per lui va bene ma se io non sono celiaca perché devo forzarmi a considerare sano quel prodotto anche per me? Quindi… “cibo sano”… ma sano – innanzitutto – per chi? Come si fa a dire che un cibo è sano “a prescindere”? Un cibo può essere sano solo in relazione alla sua freschezza, alla sua lavorazione e allo stato di salute di chi lo mangia.

Chiarito questo, vorrei sfatare alcuni miti:

Mangiare frutta e verdura non vuol dire assolutamente, e necessariamente, mangiare sano. Sicuramente un piatto di bietola sarà più salutare e più semplice di una Kinder Pan&Cioc ma la frutta e la verdura dovrebbero innanzitutto essere di stagione. Mangiare fragole a gennaio o pesche a dicembre non so fino a che punto sia sano perché se la natura ci dà le fragole a inizio estate, evidentemente il nostro organismo ne ha bisogno a inizio estate e non in pieno inverno. Inoltre se i prodotti sono surgelati (o male abbinati) perdono molte proprietà e a dire il vero alcune vitamine si perdono anche con la cottura. Con questo non voglio assolutamente incoraggiare una dieta crudista (ognuno deve scegliere per sé e con la giusta informazione) ma voglio chiarire che a mio avviso un cibo, per essere veramente sano, deve avere alcune caratteristiche: la già menzionata freschezza e, di conseguenza, l’essere di stagione.

Prodotti senza glutine o senza lattosio non sono necessariamente cibi salutari per tutti. Se io non sono celiaca o intollerante al lattosio (anche se sono d’accordo sul fatto che l’uso dei latticini andrebbe per lo meno limitato) non vedo per quale motivo un prodotto senza glutine dovrebbe essere per me più “sano” di un prodotto con glutine. Anzi, non si diceva forse che bisogna mangiare cibi preferibilmente integrali? Che poi ci siano dei tipi di pasta di cattiva qualità sono d’accordo ma ci sarà anche della pasta prodotta come si deve e non capisco perché chi non è celiaco debba rinunciarvi. Tra l’altro i prodotti con mix di farine (proprio come quelli senza glutine) sono sconsigliati quindi io eviterei di assumerli se non c’è celiachia.

La maggior  parte delle persone che dice di mangiare sano sbaglia quasi sempre tutti gli abbinamenti. Per mangiare veramente sano, cioè per prevenire disagi e gonfiori, bisogna imparare a combinare bene gli alimenti. Se mangi frutta, legumi, verdura e cereali ma non li accosti bene, fidati, non stai mangiando sano. Prima di fare i test per le intolleranze alimentari bisognerebbe infatti imparare ad associare i cibi e a quel punto si potrebbe scoprire che quel fastidioso gonfiore addominale deriva spesso da un’errata addizione dei cibi, anziché dagli alimenti stessi.

Per quanto riguarda le giuste combinazioni, io faccio riferimento sia a quelle che ho studiato al corso di naturopatia, sia a quelle suggerite dal dott. Mozzi (colui che, insieme a P. J. D’Adamo, ha teorizzato la dieta del gruppo sanguigno). Per riassumere, le raccomandazioni più importanti di cui ho sperimentato l’efficacia nella mia esperienza personale sono:

No acqua durante i pasti

No frutta + verdura (nello stesso pasto)

Frutta lontano dai pasti

No cereali + legumi

No legumi + latticini

Uovo con tutto

No mix di farine

No mix di legumi

 

Per approfondire la dieta del gruppo sanguigno visita il sito www.dietagrupposanguigno.it  

Per le combinazioni suggerite dal dott. Mozzi clicca qui 

 

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