Perchè si è infedeli

Sentiamo spesso dire che si deve essere fedeli al proprio partner per “una questione di rispetto”.   Personalmente ho sempre pensato che la fedeltà non debba essere un obbligo, una rinuncia o un sacrificio bensì un piacere… e penso quindi  che le persone non vadano a sbirciare altrove per reale “mancanza di rispetto” ma perché sentono il bisogno impellente di qualcosa che a loro sta mancando, soprattutto a livello psichico.

Ma bisogno impellente di cosa? Di ricongiungersi con una parte di esse che evidentemente all’interno della relazione sta soffocando ed urla per essere riconosciuta. Perché, per ciò che ho visto io,  non è affatto vero che per stare insieme basta amarsi: per stare insieme bisogna condividere la stessa natura, senza reprimersi. E poi bisogna avere un progetto comune.

Se vogliamo stare con qualcuno che non ha la nostra stessa natura, non lamentiamoci poi dell’infedeltà o dell’infelicità, perché queste sono le conseguenze a cui si va incontro.

Facciamo un esempio: Laura sta con Gabriele. Laura è una tipa che ama viaggiare, studiare, scoprire. Gabriele invece è più tradizionalista; soffre anche di attacchi di panico e Laura gli dà sicurezza.

Quante coppie esistono così? Miliardi. E quante sono felici così? Nessuna.

Perché Laura, che ama viaggiare, prima o poi inizierà a far presente questa sua necessità… sentirà il richiamo del treno, dell’aereo, di fare qualche esperienza all’estero… ma – ogni volta che ci proverà – Gabriele le farà notare che lui non se la sente… e allora lei, a causa dei suoi sensi di colpa e del sentimento che prova per Gabriele, rinuncerà… adattandosi (o accontentandosi?) a fare una vita “normale”.

Ma fino a quando si può rinunciare? Fino a quando ci si può adattare (nel senso di accontentare)? O meglio… fino a quando si può rinunciare alla propria natura? Non vi si può rinunciare, perché la nostra natura prima o poi verrà fuori sempre più prepotentemente.

E allora che succede? Succede che la parte istintiva di Laura (la sua natura, lo scopo profondo della sua vita, quello che Jung chiamerebbe il Sé), per puro spirito di sopravvivenza (e non per mancanza di rispetto, occhio!!!)  inizierà spontaneamente a volgere lo sguardo altrove e magari a posarsi su un viaggiatore come lei, magari all’inizio solo fantasticato la sera prima di  addormentarsi, immaginandosi con lui sotto un cielo d’Oriente.

Nel frattempo Gabriele inizierà a sentirsi trascurato  e mentre la sua tristezza diventa rabbia, penserà che Laura è una poco di buono, che non è adatta “per una famiglia” e magari inizierà anche ad insultarla.

Il cattivo trattamento di Gabriele porterà Laura ad allontanarsi  maggiormente finchè, tra un’uscita con le amiche ed una col cane,  avrà un colpo di fulmine per un uomo come lei, Ernesto, un bello spagnolo con la sua stessa natura. Così lascerà Gabriele.

Ma non si sono lasciati per Ernesto, come tutti hanno pensato. La verità è che psichicamente si erano già lasciati da prima (ma non se lo erano ancora detti). 

Laura infatti, stando con Gabriele, stava tradendo  la sua natura e quando questa è venuta fuori non ha potuto tirarsi indietro. 

Nel nostro esempio Laura non è stata infedele nel senso fisico, forse lo è stata nel senso mentale ma poco cambia ai fini di ciò che voglio dire. Cioè: perché si è infedeli? Perché da un lato si ha paura di perdere il sostegno sicuro della persona con cui si sta insieme, dall’altro c’è questa natura che preme per uscire, per essere soddisfatta, che non si può placare. E questa natura vince sempre quindi, se si sta con una persona troppo diversa da come si è, o si diventa infedeli o si soccombe e poi vengono fuori disturbi di vario genere.

(Con questo non sto giustificando l’infedeltà, sto solo spiegando il mio punto di vista.)

Per concludere, il nocciolo del problema nelle relazioni è sicuramente, nella maggior parte dei casi, il fatto che ci si mette con qualcuno senza prima conoscere bene se stessi, senza prima aver fatto un percorso di crescita e quindi si vede l’altro come un mezzo per sopravvivere in maniera più semplice  alla quotidianità. Quanti  conoscono la propria natura? Quanti sanno per cosa vivono? 

Una volta che scoperto questo,  bisognerebbe cercare qualcuno con quegli  stessi sogni, con quegli stessi ideali, con quello stesso stile di vita… qualcuno che, se un giorno ci sarà da combattere, sarà al nostro fianco. E non sul divano a vedere la tv. Qualcuno che incoraggi, anziché tarpare le ali.

E se si è felici insieme, nessuno dei due avrà bisogno di guardare altrove perché restare uniti sarà un piacere immenso. Ci si basterà.  

E ci si avanzerà pure.

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

 

Leggi anche:

Che cos’è il coraggio

Frequentare chi la pensa diversamente da noi: fino a che punto è possibile?

L’amore bisognoso (e manipolatorio): le caratteristiche e il fiore di Bach CHICORY

Il modello junghiano della psiche

Precedente Cosa puoi fare Tu per il pianeta - consigli pratici Successivo Che cos'è il coraggio