Quelle emozioni scambiate per innamoramento

“Se ti manca così tanto allora sei innamorata!” oppure: “Se piangi così tanto allora lo ami”, tanto per citare due frasi celebri.

Tutti parlano dell’amore, tutti dicono di amare ma il più delle volte tutti lo scambiano con delle emozioni che  con l’amore hanno ben poco a che fare.

La maggior parte delle persone scambia infatti le emozioni di coinvolgimento per amore stesso. Me ne accorsi da sola già una decina d’anni fa quando scrissi su un foglio: “E se io avessi sempre scambiato alcune emozioni per amore? E se in fondo io non avessi mai amato?” Era un dubbio molto saggio, originatosi dalla consapevolezza che nelle mie relazioni c’era qualcosa che non quadrava: come puoi amare, e desiderare di avere accanto a te, una persona con cui, di fatto, non stai bene? E se non ci stai bene perché la ami? Perché la vuoi? “Allora” – mi dicevo – “non può essere amore. Deve essere qualcos’altro”.

Le emozioni di coinvolgimento (che a volte, se particolarmente forti e se sperimentate da individui con una personalità poco strutturata, possono sfociare nell’attaccamento) sono emozioni che può farci provare chiunque, purché si vadano a stimolare i nostri punti deboli (ad esempio il bisogno di sentirsi approvati, il rifiuto, il senso di abbandono ecc.). Tutti abbiamo dei punti deboli: se vengono sollecitati, in maniera più o meno intensa, la persona sperimenta un’emozione. Più è forte l’emozione più il soggetto avrà delle reazioni che possono portarlo verso un coinvolgimento emotivo.

ORA: IL PROBLEMA E’ CHE QUESTO COINVOLGIMENTO SPESSO VIENE SCAMBIATO PER INNAMORAMENTO ED E’ COSì CHE NASCONO – e continuano – MOLTE RELAZIONI, tra cui  anche quelle “malate.”

Non tutte le relazioni nate così sono malate, sia chiaro. A volte ci si piace davvero e si portano avanti relazioni anche molto belle in cui ci si vuole obiettivamente bene  ma se non c’è amore vero non si va molto lontano.

Faccio un esempio: mettiamo che una sera vedo il mio ex, volevo  rivederlo da tanto tempo; ci facciamo un giro e desidero che lui mi baci. Lui invece non mi bacia e alla fine della serata mi saluta come un normale amico. Io il giorno dopo piango… e piango per giorni interi  perché avrei voluto quel bacio. Allora cosa penserò? Penserò di essere ancora innamorata! (“se piango così tanto sarò innamorata!”)… e invece magari sto male solo perché mi sono sentita rifiutata! E avevo scambiato quel senso di rifiuto, e quelle lacrime, per innamoramento.

Questo spiega anche perché a volte ci si accanisce tanto per qualcuno e poi all’improvviso tutto quel pathos scompare. “Ma come? Hai fatto tanto per stare con lui/lei e ora quasi non ti interessa più?” Certo, perché non era amore, probabilmente io lo/la  volevo solo per sentirmi valorizzato/a. Quando scambi l’amore con qualcos’altro, con il passare del tempo dovrai pur accorgertene. Dirai “che strano, l’amore è già finito…” E invece no! E’ che uno pensa di amare una persona e alla fine, il più delle volte, ne è solo coinvolto per una serie di dinamiche che toccano le nostre corde emotive, d’altronde lo scopo più alto delle relazioni – comunemente chiamate “d’amore” – è proprio quello di aiutarci a guarire le antiche ferite interiori.

 

Nell’amore vero, invece, la situazione è differente: io sto con te perché voglio davvero il tuo massimo bene e tu lo vuoi per me. Sono sicuramente felice con te ma il sentimento è sorto spontaneamente, non perché tu hai sollecitato un mio punto debole.

Credo, francamente, che l’amore vero sia davvero per pochi perché per arrivare a questo tipo di maturità (che tutti pensano ingenuamente di avere ma che poi di fatto quasi nessuno ha) bisogna aver fatto un  un certo percorso interiore, molto faticoso e tortuoso, e si sa che i percorsi difficili piacciono a pochi. Ci si arriva dopo molte storie sofferte, dopo aver fatto di tutto per crescere. Ci si  può arrivare solo quando si è emotivamente cresciuti, quando si è raggiunto un certo equilibrio, quando si sta davvero bene anche da soli, quando non si ha più bisogno d’amore ma si ha voglia di darlo  e di rendere la vita dell’altro più bella. Anziché pensare solo a migliorare la propria, di vita.

In questo tipo di relazione c’è amor proprio ma non c’è egoismo. Ci si valorizza a vicenda, si ha una grande stima dell’altro, si fa squadra, ci si sa aspettare, si fa di tutto per splendere e per far splendere l’altro. Quando ami veramente qualcuno, vuoi dargli la parte migliore di te e lui/lei ti aiuta a tirar fuori proprio questa parte, ad elevarti, a potenziarti, a conoscerti. Ci si sente liberi, ma insieme. E si possono fare grandi cose insieme perché se due persone così si scelgono è per fare qualcosa e farlo bene.

Ovviamente anche questo tipo di rapporto va alimentato e stimolato per non cadere nella noia e nella routine ma sono le basi ad essere diverse: le basi sono molto più solide perché sono i due individui ad essere, di per sé, solidi, ad avere lo stesso tipo di sensibilità, gli stessi valori e a parlare – sostanzialmente – lo stesso linguaggio emotivo.

L’amore vero è questo. Io l’ho visto pochissime volte ma esiste e secondo me è qualcosa di veramente sacro.

Tutto il resto è altro. Indispensabile per crescere, per carità, ma non chiamiamolo amore.

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

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