Come riconoscere un bravo naturopata

Oggi la naturopatia, e tutto ciò che è correlato alle terapie naturali, va molto di moda, ammettiamolo. Di conseguenza sempre più persone si avvicinano a questa professione, il che è sicuramente un bene poiché  la naturopatia aiuta il soggetto in maniera attiva, risvegliando l’innato processo di autoguarigione; ma tra tutti i consulenti che ci sono oggi, quelli già formati e quelli ancora in formazione, come fare per riconoscere chi è davvero valido?

Vediamo di stilare un piccolo elenco di caratteristiche che dovrebbe avere un buon consulente di naturopatia (ma che, secondo me, dovrebbero avere un po’ tutti i professionisti della relazione d’aiuto).

1) PROFESSIONALITA’. Per professionalità si intende un certo modo di lavorare che comprende preparazione, chiarezza e correttezza. Il consulente deve aver terminato gli studi oppure, se non li ha ancora terminati, deve dire chiaramente a che punto del percorso si trova (nel secondo caso sarebbe opportuna la supervisione di un esperto). Chi ha terminato gli studi dovrebbe esporre l’attestato o, in alternativa, dovrebbe  specificare dove ha studiato; chi sta ancora studiando  dovrebbe dire dove. Il professionista dovrebbe inoltre aggiornarsi continuamente (per lo meno circa le pratiche terapeutiche che lui consiglia) ed avere padronanza almeno in un ambito della naturopatia (ad es. nella floriterapia). 

La professionalità ha molto a che fare con la correttezza, cioè con la chiarezza e con l’onestà: un bravo consulente non farà mai qualcosa che non è di sua competenza; se può aiutarvi ve lo dirà subito, se non può aiutarvi non vi farà perdere né tempo né soldi e vi indirizzerà a chi di dovere.

2) UMANITA’. Sappiate che anche in naturopatia esistono vari approcci ed eventuali mele marce, questo perché in tutte le professioni legate alla relazione d’aiuto è possibile incontrare, ahimé, persone che scelgono questo tipi di lavoro solo per valorizzare il proprio ego. Queste persone le riconoscete facilmente perché mancano di empatia: si sente a pelle che sono centrate su se stesse e sull’immagine grandiosa che vogliono dare. L’umanità è quindi un’altra grande dote che deve avere chiunque lavori seriamente nella relazione d’aiuto ed è importante tanto quanto la professionalità. Con umanità io intendo che il consulente deve approcciarsi al suo cliente innanzitutto da essere umano, deve essere molto empatico per percepire cosa prova chi va da lui; deve essere flessibile, capire il contesto in cui si trova il suo cliente e deve rispettarlo profondamente, senza forzarlo. Il naturopata inoltre deve essere in grado di praticare l’ascolto attivo, che non è un semplice sentire ma è un modo di accogliere il malessere della persona, avendo cura di aiutarla.

Per fare ciò il professionista deve essere aperto, deve saper ragionare in maniera obiettiva (e non è così facile!), senza giudicare e deve essere in grado di mostrare un altro punto di vista della situazione. 

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3) COERENZA. Il naturopata, per essere credibile, deve avere uno stile di vita coerente con la sua professione. Fermo restando che la vita privata è personale e che ognuno ha diritto ai suoi svaghi, un naturopata serio di certo la sera non tornerà a casa ubriaco, non fumerà, non maltratterà gli animali, non inquinerà l’ambiente (anzi, farà di tutto per avere uno stile di vita il più possibile a basso impatto ambientale), non imbroglierà il prossimo, non offenderà e non farà cose che vi sconsiglia di fare.

4) CORRETTO USO DEL LINGUAGGIO. A mio avviso bisogna diffidare dei naturopati che utilizzano una terminologia di tipo medico: termini come visita, paziente, prescrizione, diagnosi e cura non dovrebbero esistere in naturopatia e ho sempre il sospetto che chi li utilizza sia un soggetto che anziché fare il naturopata voleva fare il medico  (non a caso queste persone indossano  sovente anche un camice bianco durante la consulenza). Magari sono bravi, anzi forse sono anche più precisi degli altri, ma il linguaggio che usano non è corretto. Ricordatevi inoltre che  dottore significa semplicemente che si possiede una qualsiasi laurea: un dottore non è un medico, a meno che non abbia fatto quel tipo di percorso formativo.

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5) PERCORSO SU SE STESSO. Per avere tutte queste caratteristiche, il terapeuta, se veramente valido, non può essere uno qualunque ma deve aver  fatto un percorso su se stesso con le terapie naturali ed energetiche, sperimentandole, ricavandone beneficio e capendone il valore sulla propria pelle. Tutto ciò non è obbligatorio per lavorare ma fa la differenza. Se ha fatto anche un percorso psicologico, meglio ancora.

6) Sappiate inoltre che tra i naturopati potrete trovare vari filoni: chi sostiene che l’uomo è onnivoro, chi sostiene che l’uomo sia frugivoro, chi sostiene che sia consigliabile mangiare vegano-crudista ecc. Come in ogni ambito, non tutti la pensano allo stesso modo (sebbene tutti abbiano studiato e tutti siano convinti di dire il vero), quindi prima di andare da un naturopata o da un qualsiasi professionista a cui dovrete raccontare i vostri disagi e le vostre sofferenze, informatevi bene da chi state andando per valutare se possa esserci o meno una certa affinità di valori.

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

NB. Questo articolo, sebbene riporti come anno di edizione il 2018, è stato scritto precedentemente (tra il 2017 e il 2018) ed era già pubblicato sul Verde speranza blog ospitato da Wix e Altervista. – Ultimo aggiornamento all’articolo: 12 febbraio 2020, ore 02:14.

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