Chi sono

Mi presento: mi chiamo Dhyana, classe 1981.

Ho appena iniziato il secondo anno di Naturopatia presso la Institución de estudios de naturología  di Agost, Alicante (Spagna) – Escuela Carlos Lestón – ma vivo in Italia, spostandomi spesso da una città all’altra (possibilmente in treno, il mezzo che amo di più).

Sono abruzzese, nata da madre abruzzese e papà umbro. Da mia madre ho ripreso le mani; da mio padre i piedi. Dall’Abruzzo, invece, ho ripreso la spontaneità, il senso dell’accoglienza e della solidarietà.

Ho una laurea specialistica in Scienze antropologiche (antropologia culturale) ottenuta con un bel 110 e lode,  discutendo una tesi sull’incesto, e una laurea triennale in Culture per la comunicazione (scienze della comunicazione).

Tra le varie professioni che ho svolto, ho lavorato molto (e tuttora lavoro) con i bambini –  a vari livelli:  come insegnante, come coordinatrice di attività formative, come animatrice e come monitora sociocultural presso l’YMCA di Salamanca (Spagna). Ho inoltre seguito diversi corsi  (per approfondire vai a La mia formazione).

L’idea di mettermi a studiare naturopatia e floriterapia mi è venuta  perché da molti anni sto effettuando un percorso su me stessa; ciò che nacque come un diverso modo di vedere la vita e la salute diventò, piano piano, il mio cammino. Parallelamente iniziavo ad avvertire anche una certa nostalgia per la scrittura… così, nell’estate del 2017, ho creato questo blog (inizialmente ospitato su un’altra piattaforma) per confrontarmi con altre persone; a giugno 2018 ho sentito la necessità di “ufficializzare il sito”, di conseguenza ho lasciato la vecchia piattaforma e ho trasferito tutto qui acquistando il dominio e creando il sito ufficiale di Verde speranza BLOG.

Dopo aver superato due esami di 3. livello presso l’Accademia di floriterapia psicodinamica, ho deciso di sfruttare questo sito anche per  effettuare consulenze online, al fine di affiancare chi desidera intraprendere un percorso con i fiori di Bach.

Benvenuti sul mio sito e buona lettura!

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

 

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“Adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l’orgoglio di esserlo che mi riviene in gola quando meno me l’aspetto […]. Un orgoglio che ha le sue relative lacerazioni e ambivalenze di sentimenti verso tutto ciò che è Abruzzo. […] Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora nu cristiane), la benevolenza dell’umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie; e cioè quel sempre fermarmi alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei. Quel senso ospitale che è in noi. […] Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine […]  con una sola morale: il lavoro.[…] Amico, dell’Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue.

– E. Flaiano