Chi lavora nell’ambito della floriterapia, e anche chi ha assunto i fiori per almeno una volta, sa che la prima miscela va assunta per circa venti giorni. Poiché l’utente passa da una situazione di malessere a una terapia energetica, durante l’assunzione della prima miscela si avverte quasi sempre un netto miglioramento che entusiasma molto la persona e stimola a continuare.

Successivamente, se la terapia prosegue, può capitare che si continui ad avvertire un miglioramento rispetto alla situazione iniziale ma non più così eclatante come nel primo mese.  Questo non significa che i fiori non stiano facendo effetto, significa solo che… poiché la seconda boccetta inizia dopo che la prima è finita, il cliente, “ricordandosi” di come stava bene il primo mese ha la sensazione di essere meno migliorato. Inoltre a volte il problema, se ha radici profonde,  inizia veramente a “risolversi” proprio a partire dal secondo mese, periodo in cui possono verificarsi riflessioni, scelte, prese di coscienza che in alcuni casi provocano anche un certo grado di tristezza interiore (comunque trattabile con i fiori di Bach). 

Andando avanti con l’assunzione, il soggetto sperimenta sovente una certa staticità, vale a dire che non si sente nè meglio nè peggio anche se comunque il suo modo di reagire a certe situazioni migliora, cambia, diventa più maturo. Il trattamento è infatti molto dolce ma al tempo stesso molto profondo.

Miglioramenti significativi per problemi abbastanza radicati si iniziano a vedere dopo circa 4 mesi di assunzione (anche se per disarmonie caratteriali  forti io consiglio l’assunzione dei relativi fiori per almeno due anni), per questo è molto importante essere costanti nel trattamento; anche perché a mano a mano che diminuiscono alcune disarmonie, si vedono in maniera sempre più chiara altri aspetti collegati a quel problema – che sarebbe bene trattare. I fiori infatti non è che lavorano da soli, lavorano insieme al cliente mostrandogli le emozioni  e la loro vera origine e aiutandolo poi a trovare la forza per reagire correttamente. Alcune emozioni possono essere difficili da gestire, ad esempio un cliente durante l’assunzione di Holly + Chicory può rendersi conto di essere geloso, invidioso, competitivo e possessivo (tutte cose che aveva messo nell’ombra e che i fiori adesso gli mostrano); per questo è importante essere seguiti da un terapeuta; ad ogni modo i fiori fanno venir fuori solo ciò che il cliente può sopportare, non di più.

Se i fiori vengono assunti sempre, cioè vengono integrati nella propria vita (ovviamente cambiando le miscele sulla base dei problemi che si desidera via via affrontare), la persona evolve molto, si amplia la consapevolezza, si è più lucidi, cadono le sovrastrutture che coprivano la reale personalità e finalmente ci si mostra al mondo per quello che si è. Riporto, a questo proposito, le parole del grande floriterapeuta R. Orozco, tratte dal libro “Nuovi orizzonti con i fiori di Bach”:

“A mio avviso, in sei mesi si possono portare a termine cure che raggiungono un certo grado di profondità. E’ abbastanza utile stabilire un termine di tre mesi prima di fare un bilancio della situazione. Alcuni terapeuti hanno osservato che a volte, assumendo i fiori per un anno, si produce una specie di salto evolutivo.

Voglio inoltre precisare che l’evoluzione psichica che si verifica assumendo regolarmente i fiori di Bach, una volta che si è fissata, resta; cioè il soggetto non è che poi torna indietro. Se si sviluppa, ad esempio, l’assertività, questa resta come patrimonio della persona. Al massimo ci può essere qualche momento di debolezza data da circostanze varie ma l’individuo non tornerà mai nella debolezza e nella non consapevolezza di prima. 

© Dhyana C. Tutti i diritti riservati.

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