Invidia è un termine che deriva dal latino invidia, a sua volta derivato da invidere che significa vedere male, nel senso di vedere con occhio cattivo. Nella radice etimologica troviamo quindi un sentimento negativo (il male) connesso al senso della vista, non a caso l’invidia è stata spesso collegata al malocchio (e anche qui troviamo, linguisticamente, un’intenzione negativa trasmessa con lo sguardo). L‘invidia è, in sostanza, un sentimento di dispiacere e rabbia per se stessi che si manifesta come desiderio di oscurare – o peggio ancora di distruggere – la felicità (o le capacità) di una persona  al confronto con la quale proviamo, in quel determinato momento, un senso di inferiorità. Ma c’è dell’altro, c’è qualcosa di più preciso: l’invidia viene provata quando la felicità dell’altro è ritenuta un qualcosa che potevamo ottenere anche noi ma che non siamo riusciti ad avere.

Abbiamo quindi, nell’invidia, tre aspetti:

1)  il senso di inferiorità che si risveglia in noi quando ci confrontiamo con questa persona. Questo ci porta a “vederla male” o a desiderare  il male per lei;

2) il voler oscurare o distruggere le sue capacità (o la sua felicità);

3) il fatto che la persona che noi invidiamo, per lo meno in quell’ambito, è ritenuta più o meno un nostro pari e quindi quel qualcosa che lei sa fare (o che sta per ottenere) potremmo farla od ottenerla anche noi. Riflettiamoci un attimo: chi di noi sarebbe realmente invidioso di Brad Pitt? Nelle sue cerchie Brad Pitt avrà sicuramente amici e conoscenti invidiosi ma nessun “comune mortale” sarebbe realmente invidioso di lui perché si parte dal presupposto che è troppo lontano da noi a livello di stile di vita e quindi sarà molto difficile per noi ottenere ciò che ha lui. E’ molto più facile invidiare il vicino di casa.

Foto by Pixabay

L’invidia è senza dubbio una frequenza molto bassa a livello energetico perché  non ha nulla a che fare con l’amore e fa male sia a chi la  riceve (non è piacevole percepirla, in particolare da chi reputiamo nostro amico) ma soprattutto a chi la prova. Chi è invidioso, infatti,  si sente in qualche modo anche in colpa perché sa bene che l’invidia è un sentimento moralmente non accettato, d’altronde come dice l’antropologo M. Aime nel libro La macchia della razza “nessun individuo può sopportare di pensarsi cattivo” perciò l’invidioso  cerca di camuffare il suo malvolere facendo, di solito, molti complimenti: “come sei bella”, “ma che brava!” ecc. Questo ovviamente non significa che tutte le persone che ci fanno questi complimenti siano invidiose, assolutamente, c’è anche chi li fa in maniera sentita; per essere più precisi possiamo dire che l’invidioso è, innanzitutto, un insicuro che fa finta di essere sicuro di se stesso: li insicuri non sono sempre invidiosi ma gli invidiosi sono sempre insicuri e su questo non ci piove. Quelle persone che non ammettono mai di non sapere qualcosa relativamente al loro campo (o anche fuori dal loro campo), quelle persone che cercano sempre di nascondere o camuffare i loro errori sono persone che non vogliono far notare agli altri le proprie insicurezze e hanno paura di apparire (o di sentirsi) inferiori a qualcuno. Queste persone sono da osservare attentamente prima di stringerci amicizia perché il rischio che siano soggetti invidiosi, e quindi negativi per noi, è alto.

La chiave per capire se una persona è invidiosa è vedere se è realmente contenta per voi quando siete felici (o state per diventarlo) in un campo che sta coltivando anche lei (la cosa infatti diventa lampante se anche il settore è uguale): mettiamo caso che io stia cercando lavoro e mia sorella anche; se mia sorella trovasse lavoro e io no, ed io fossi una persona invidiosa, proverei un forte dispiacere per il fatto che lei abbia trovato lavoro (stesso campo); se poi mia sorella ha trovato lavoro, ad esempio, come maestra – settore in cui anche io volevo lavorare – allora l’invidia sarà ancora più forte.

Occhio, però: un invidioso può essere tale anche se si è già realizzato nel lavoro perché se è un insicuro, come abbiamo detto,  per apparire più sicuro di sé si identificherà tantissimo col suo lavoro e vorrà far vedere a tutti quanto è bravo e quanto è indispensabile. Quindi se io cercassi di realizzarmi perché ho delle capacità – e voglio sfruttarle – e l’invidioso se ne accorge, cercherà di oscurarmi anche se lui si è già realizzato poiché non potrà mai tollerare che qualcuno possa brillare più di lui, anche se in un settore lavorativo diverso. (Ora ho fatto l’esempio del lavoro ma avrei potuto farlo in relazione all’amore, alla bellezza estetica, ai valori morali ecc. L’importante è che si noti questa competizione continua). 

Un invidioso, quindi, non sarà mai realmente felice per voi se vi state realizzando in un settore che per lui è importante, indipendentemente dal fatto che ci si sia già realizzato o meno. Se mentre esprimete la vostra felicità vi accorgete che al vostro amico non brillano gli occhi, non vi abbraccia, o peggio ancora pone il corpo leggermente indietro senza sorridere o sta zitto per qualche secondo… non è felice per voi… e lo capirete ancora meglio col passare del tempo perché comunque l’invidia si nota, si percepisce. Anche molti partner, ovviamente, possono essere invidiosi: gli uomini che impediscono alle proprie donne di realizzarsi sminuendone ambizioni e capacità  non hanno solo problemi di gelosia ma anche di invidia; fermo restando che queste dinamiche le troviamo anche in coppie omosessuali, le conseguenze dell’invidia maschile sulle donne sono palesemente visibili perché c’è una volontà di potere e di controllo che va avanti dalla notte dei tempi.

Foto by Pixabay

L’invidia però può anche essere vista da un punto di vista positivo: se sei invidioso di qualcuno significa, infatti, che in quell’aspetto tu non ti senti realizzato e quindi l’invidia ti dà l’opportunità di capirlo! Se non sei, generalmente, invidioso di nessuno ma un giorno invidi, ad esempio, chi si iscrive a Psicologia forse significa che anche tu vorresti fare Psicologia… quindi l’invidia può essere usata come un lampione che ti indica i tuoi veri obiettivi. Penso quindi che l’invidia non vada repressa (sarebbe peggio), andrebbe invece analizzata, al fine di capire perché realmente la si prova, e poi trasformata in stima. Per fare questo passaggio è necessaria innanzitutto una certa umiltà e voglia di crescere, bisogna prendere atto del potere distruttivo di questo sentimento e di quanto faccia male; serve che il soggetto invidioso faccia tutto un percorso sull’autostima, sulla sicurezza in se stesso, suoi propri sogni non realizzati in modo che il “bisogno” di misurarsi con gli altri possa scemare. Si smette di invidiare gli altri  quando ci si ama per quello che si è, capendo che nella vita ci sono miliardi di possibilità, accettando che ognuno ha il suo percorso e  che non esiste nessuna “sana competizione”. 

Questi concetti però non vanno solo compresi a livello mentale e razionale, vanno soprattutto sentiti, riconoscendo le emozioni negative ed avendo una sincera intenzione di evolvere. Quando l’intenzione c’è ed è sincera, la nostra mente ci aiuta e le possibilità di crescita si aprono all’esterno. 

Esistono ovviamente varie categorie di persone invidiose:

1) il più pericoloso è quello che io chiamo “l’invidioso distruttivo” perché passa all’azione: può mettere zizzania tra le coppie, rubare in casa vostra, mentire, dissuadervi dal fare qualcosa a cui tenete;

2) il meno pericoloso è quello che definirei “consapevole”, che cerca di oscurare per un attimo la vostra bravura ma poi si rende conto che sta sbagliando e a quel punto sente di essere felice per voi ma non è una felicità troppo intensa; riconosce il vostro valore e vi vuole anche bene ma a volte ha questi momenti di invidia e chi la sente può comunque esserne infastidito;

3) infine c’è quello che non è invidioso in senso generale ma che inizia a provare invidia verso una categoria specifica perché lui ha un sogno che non è riuscito a realizzare e quindi invidia solo chi ha realizzato quel sogno. 

Foto by Pixabay

E chi invece ha a che fare con gli invidiosi? Se il rapporto è già in corso bisognerebbe, secondo me,  iniziare piano piano ad allentare un po’ la presa perché, mi spiace dirlo, certe emozioni si sentono e fanno male. Molti penseranno: “ma non sarebbe meglio chiudere il rapporto dicendo chiaramente come stanno le cose”? Beh, chi mi conosce sa come la penso: sono favorevolissima alla sincerità e alla schiettezza ma in certe circostanze – quando si è molto diversi e quando si ha a che fare con persone che emanano sentimenti negativi – meno spiegazioni si danno e meglio è. Per allontanare un invidioso credo che bisogna iniziare innanzitutto confidandosi meno e facendosi sentire di meno. Poi, tenendo conto che l’invidioso è insicuro e spesso è anche orgoglioso, per far sì che a sua volta anche lui si allontani da noi dovremmo cercare di rinforzare il meno possibile il suo orgoglio, cioè, se ci dice che ha vinto una promozione lavorativa è ovvio che gli faremo i complimenti ma non è che dobbiamo alimentare a dismisura il suo ego perché l’invidioso si nutre di quello, cioè dei complimenti, e più noi ci complimentiamo con lui più ci cercherà. 

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

NB. Questo articolo, sebbene riporti come anno di edizione il 2018, è stato scritto nel 2017 ed era già pubblicato sul Verde speranza blog ospitato da Wix. – Ultimo aggiornamento all’articolo: 29 settembre 2019, ore 21:48.

© Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. E’ severamente vietato riprodurre questo testo altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte. —> Se non vuoi incorrere in sanzioni, vai a  Come usare a norma di legge i miei articoli.

——————————————–

Leggi anche:

Il vero amico non è colui che ti chiama sempre ma colui che ti aiuta ad essere libero

Fiori di Bach: quali sono, classificazione e utilizzo generale

L’amore bisognoso (e manipolatorio): le caratteristiche e il fiore di Bach CHICORY

Cosa significa realmente fare un percorso spirituale

–> Seguimi su FACEBOOK

Foto by Pixabay