Spesso alcune persone vengono criticate perché – si dice –  “buttano all’aria tutto”: amicizie ventennali, relazioni lunghe, magari anche convivenze e matrimoni. Come se ciò che abbia superato un certo numero di anni debba essere per forza salvato, dove “salvato” significa continuato, anche a costo di rovinarsi la salute.

Lo chiamano “buttare all’aria”; io invece lo chiamo “guardare in faccia la realtà”. O meglio ancora, lo chiamo crescere. Adattarsi ai cambiamenti. Perché le situazioni cambiano, noi cambiamo.  E se stai bene sempre con le stesse persone, con lo stesso partner e nello stesso luogo, forse – mi viene il dubbio – non stai crescendo.

Capita spesso infatti che ci siano situazioni, e relazioni, che vanno avanti da anni e in cui ci sia un certo equilibrio. In realtà il più delle volte questo equilibrio è dato da una certa convenienza reciproca e da una certa resistenza al cambiamento. Avete presente quelle relazioni in cui ci si lamenta sempre ma che non si riescono a rompere? Quelle relazioni in cui non si evolve ma in cui comunque si resta? Ecco, in realtà l’equilibrio c’è ma è distorto, è in un certo senso malato.  Quando se ne diventa consapevoli si è già ad un buon livello e chi ne diventa conscio, se non è un tipo manipolatorio, dopo un po’ decide di chiudere il rapporto perché si rende conto che la relazione non ha solide basi per andare avanti.

Oppure… può  darsi che le basi ci sono, ma  dopo un po’ di anni uno dei due può voler prendere altre strade; o, nel caso dell’amicizia, può accadere che qualcuno del gruppo non si riconosca più in una certa compagnia.

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Insomma, magari dopo tanti anni può davvero non esserci più alcun motivo per continuare.

E quando lo si comunica viene il bello: perché tu vedi queste persone, questi partner “che ti amano”, queste “amiche” rinfacciarti assurdamente la tua sincerità mentre dici, con franchezza, che non ti trovi più bene, che non hai più niente da condividere, che non si parla più, che di fatto il rapporto non c’è più. Che stai male. Che ti dispiace da morire ma stai male.

E cosa ti senti rispondere? Che stai buttando tutto all’aria. E poi, ovviamente, che sei un/una egoista, che non sei un vero/a amico/a ecc.

Ma di fatto, nella mente di queste persone, cosa si sta buttando all’aria? Cosa significa  buttare all’aria? Non significa niente perché quando costoro lo dicono, il rapporto – di fatto – è già terminato e dirselo è una mera formalità. Si può dire che si sta buttando tutto all’aria se si è ancora agli inizi del rapporto e i tentativi valgono la pena. Allora – ma solo in quel caso, solo se il gioco vale la candela e si rinuncia troppo presto – si sta buttando tutto (cioè i tentativi) all’aria. Negli altri casi la realtà dei fatti è che il rapporto è già terminato, ha già fatto il suo tempo. Non esiste più qualcosa da buttare o non buttare all’aria, si sta parlando di aria fritta e rifritta. Aria marcia.

Chi parla così, cioè chi accusa gli altri di egoismo e menefreghismo di fronte alla scelta altrui di chiudere un rapporto andato a male,  generalmente è una persona rigida ai cambiamenti, che non è cresciuta ed ha paura di crescere,  e di fatto l’egoista è lei, che vorrebbe tenere con sé qualcuno che non è più felice, pur di non perderlo.

Pur di non sentirsi rifiutato.

Pur di non doversi mettere in discussione.

Pur di non dover affrontare la perdita.

E dicendoti che stai buttando all’aria tutto vuole solo farti sentire in colpa per farti restare lì con lei.

E quando una persona ti risponde così, che stai buttando tutto all’aria, non c’è più neanche da discutere. Anche se tu sai benissimo che stai facendo il tuo bene, che non vuoi danneggiare nessuno, che non vuoi essere complice dell’involuzione altrui (perché di fatto, mantenere rapporti marci significa non solo far del male a se stessi ma anche essere complici dell’involuzione altrui), anche se tu sai che non sei egoista né  menefreghista, non serve a niente cercare di far capire queste cose a chi non ti comprende. A quel punto bisogna  solo andarsene e ringraziare l’universo per essere arrivati fin lì.

Compagni nuovi, poi, arriveranno. 

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

NB. Questo articolo, sebbene riporti come giorno di pubblicazione il 14 giugno 2018, è stato scritto precedentemente (tra il 2017 e il 2018) ed era già uscito sul Verde speranza blog ospitato da Wix e Altervista. – Ultimo aggiornamento all’articolo 2 ottobre 2019, ore 15:45.

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