Ho lavorato con i bambini per diversi anni e tantissime volte ho visto i genitori criticare i figli (anche in maniera piuttosto divertente) perché – magari – conoscevano meglio le canzoni dei loro cantanti preferiti anziché la lezione di storia. O conoscevano meglio alcuni sport.

Capita spesso che questi genitori, pensando di agire nel giusto – e, in realtà, anche per paura di fare brutta figura con le maestre, ammettiamolo! – dissuadano i figli dalle loro attività favorite perché “i compiti sono più importanti.” Ora… non è mia intenzione dire che i compiti non siano importanti (anche se la scuola pubblica di oggi, francamente, mi piace sempre meno) ma ritengo che le passioni dei bambini, pure se a noi appaiono banalissime o addirittura insopportabili, non vadano assolutamente trascurate poiché contengono dei messaggi che loro ci chiedono di accogliere.

Ho sempre osservato con molta attenzione i bambini quando erano immersi nelle attività che amavano: disegnare, giocare a pallone, cantare, ballare; ho visto anche i loro videogiochi preferiti, per capire cosa ci fosse lì dentro di così interessante. E mi chiedo come si fa a rimanere indifferenti di fronte alla grazia e alla naturalezza che emana un bambino (ma anche una persona più adulta, in realtà) mentre fa ciò che ama. In quel momento ciò che lui fa è di massima importanza, infatti spesso dice: “mamma, guardami!” Perché lo dice? Perché lui in quel momento è orgoglioso di sé, ti sta mostrando chi è veramente e forse ti sta mostrando anche chi vuole diventare; probabilmente ti sta anche chiedendo di aiutarlo a realizzarsi in quel versante. “Mamma, guardami perché “– forse vuole dirti – “è questo ciò che devi aiutarmi a diventare, visto che lo amo così tanto e mi riesce così bene.”

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Con questo non intendo affermare che bisogna assecondare sempre le richieste dei figli (anche se spesso si dicono più “no” di quelli che effettivamente si potrebbero dire) ma sicuramente sarebbe opportuno osservarli con maggiore cura quando insistono nel voler fare una determinata attività e bisognerebbe poi chiedersi come mai essa è così importante per loro. Perché quel cantante piace così tanto? Perché proprio quel cantante e non un altro? Forse in quelle canzoni loro stanno cercando delle risposte o il senso della loro vita, d’altronde anch’io, da ragazza, per attirare l’attenzione di mia madre le dicevo “mamma, ti piace questa canzone?” sperando che lei capisse che stavo cercando un aiuto da lei.

Noto invece, in maniera sempre più frequente, che molti adulti prendono tutto come “un capriccio” e di conseguenza non capiscono, non riescono ad andare oltre; ma la cosa più triste è che la maggior parte dei genitori spera di fare bella figura attraverso i figli. Per quanto io possa comprendere tali dinamiche, questo modo di fare rappresenta una forte mancanza di rispetto verso la vita del bambino. Quante volte ho sentito dire: “tu ci devi dare molte soddisfazioni”. La verità è che i figli, al di là del rispetto e della buona educazione che dovrebbero avere nei confronti di tutti, non devono nulla a nessuno e non devono far fare bella figura a nessuno. Devono solo essere se stessi e vivere felici, come è diritto di tutti gli esseri umani. 

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

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