Mangiare sano: cosa significa e quali sono le combinazioni alimentari da evitare

Oggi è frequente sentire l’espressione “mangiare sano”. Eh sì, perché di schifezze se ne vendono e se ne mangiano in abbondanza quindi molte persone cercano di mangiare sano. Ma mi chiedo: cosa significherà mangiare sano? Se provassi a fare un sondaggio sono sicura che la maggior parte dei votanti risponderebbe che mangiare sano significa:

1) mangiare in modo semplice, cioè con pochi ingredienti, preferibilmente preparando da sé le pietanze;

2) assumere molta frutta e verdura.

E in effetti spesso su Facebook, quando i miei contatti preparano qualcosa con le loro mani, scrivono – tutti soddisfatti –  che hanno realizzato qualcosa di sano, soprattutto se hanno utilizzato farine “alternative” o hanno creato  pietanze  senza glutine pur non essendo celiaci.  Oppure alcuni vegetariani si stupiscono se hanno problemi digestivi perché “ma come? Sono vegetariano! Mangio frutta e verdura! Come posso stare male proprio io che mangio sano?”

C’è qualcosa, in questa percezione del mangiar sano, che mi ha sempre lasciato perplessa: per carità, non nego che mangiare un prodotto fatto in casa sia sicuramente più sicuro (non dico necessariamente più sano ma più sicuro) che mangiare un prodotto comprato al supermercato, più che altro perché so cosa c’è dentro ma… cosa significa mangiare sano? Sano significa in salute e/o che porta salute quindi un cibo sano dovrebbe innanzitutto essere un cibo vivo, che poiché è vivo lui, apporta vita e salute a chi lo mangia. Più un cibo è vivo, più è fresco, più è del proprio territorio, meglio è stato coltivato, più queste proprietà sono forti.  Va da sé, quindi, che 1) un cibo sano deve essere innanzitutto molto fresco, o preparato con alimenti freschi. 

Foto by Pixabay

Ecco quindi che molti dei prodotti comprati al supermercato e considerati sani (soprattutto quelli per vegani), essendo assai lavorati e venendo da coltivazioni intensive, tanto sani forse non sono. Inoltre ok, per un celiaco può essere “sano” un prodotto senza glutine perché per lui va bene ma se io non sono celiaca (né intollerante al frumento) perché devo forzarmi a considerare sano quel prodotto anche per me? Quindi… “cibo sano”… ma sano – innanzitutto – per chi? Come si fa a dire che un cibo è sano “a prescindere”? Un cibo può essere sano solo in relazione alla sua freschezza, alla sua lavorazione e allo stato di salute di chi lo mangia.

Chiarito questo, vorrei sfatare alcuni miti:

Mangiare frutta e verdura, secondo me, non vuol dire necessariamente mangiare sano. Sicuramente un piatto di bietola sarà più salutare e più semplice di una Kinder Pan&Cioc ma la frutta e la verdura, pur essendo sempre preferibili poiché in larga misura alcalinizzanti, dovrebbero innanzitutto essere di stagione. Mangiare fragole a gennaio o pesche a dicembre non so fino a che punto sia sano perché se la natura ci dà le fragole a inizio estate, evidentemente il nostro organismo ne ha bisogno a inizio estate e non in pieno inverno. Inoltre se i prodotti sono surgelati (o male abbinati) perdono molte proprietà e a dire il vero alcune vitamine si perdono anche con la cottura, quindi a mio avviso un cibo, per essere veramente sano, deve avere alcune caratteristiche: la già menzionata freschezza e – di conseguenza – 2) l’essere di stagione.

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I vegetariani dovrebbero inoltre tener presente che la maggior parte delle verdure e dei legumi contengono parecchio nichel (così come lo contengono alcuni pesci) e l’assunzione  prolungata e non controllata di questi prodotti può causare, appunto, intolleranza al nichel. Personalmente penso anche che l’uso dei funghi vada limitato poiché sono dei decompositori, si nutrono cioè di organismi morti; ritengo – di conseguenza – che, sebbene siano gustosi e ricchi di interessanti valori nutrizionali, non siano cibi troppo adatti all’uomo (ma questa è una mia opinione).

Prodotti senza glutine o senza lattosio non sono necessariamente cibi salutari per tutti. Se io non sono celiaca, intollerante al frumento o intollerante al lattosio (anche se sono d’accordo sul fatto che l’uso dei latticini andrebbe assai limitato poiché da adulti lo digeriamo male praticamente tutti) non vedo per quale motivo un prodotto senza glutine dovrebbe essere per me più “sano” di un prodotto con glutine. Che poi ci siano dei tipi di pasta di cattiva qualità sono d’accordo ma ci sarà anche della pasta prodotta come si deve (ci si potrebbe orientare sui grani antichi) e non capisco perché chi non è celiaco debba rinunciarvi a favore di  prodotti con farine mescolate (tra l’altro i prodotti con mix di farine – proprio come quelli senza glutine – sono sconsigliati quindi io eviterei di assumerli se non ci si sente effettivamente meglio consumandoli).

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Un altro fattore importante è il territorio: sono del parere che mangiare sano significhi 3) mangiare prodotti che nascono e crescono nel proprio territorio. Se un prodotto nasce (e cresce bene) in un determinato luogo, vuol dire che Madre natura lo ha pensato per chi vive in quel luogo e non per chi vive dall’altra parte del mondo.

Inoltre: la maggior  parte delle persone che dice di mangiare sano sbaglia quasi sempre tutti gli abbinamenti. Per mangiare veramente sano, quindi per prevenire disagi e gonfiori, bisogna imparare a 4) combinare bene gli alimenti, soprattutto se si mangia molto. Se mangi frutta, legumi, verdura e cereali ma non li accosti bene, fidati, non stai mangiando sano. Prima di fare i test per le intolleranze alimentari bisognerebbe infatti imparare ad associare i cibi e a quel punto si potrebbe scoprire che quel fastidioso gonfiore addominale deriva spesso da un’errata addizione dei cibi, anziché dagli alimenti stessi.

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Per quanto riguarda le giuste combinazioni alimentari, io faccio riferimento sia a quelle che ho studiato alla scuola di naturopatia, sia a quelle suggerite dal dott. Mozzi (colui che, insieme a P. J. D’Adamo, ha teorizzato la dieta del gruppo sanguigno). Per riassumere, le raccomandazioni  generali da osservare all’interno di uno stesso pasto (e di cui ho sperimentato l’efficacia anche nella mia esperienza personale) sono le seguenti:

-Prima il crudo e poi il cotto (cioè iniziare il pasto mangiando il cibo crudo e poi mangiare il cibo cotto, meglio ancora se si inizia con un’insalata);

-No acqua durante i pasti;

-Frutta lontano dai pasti (o al massimo mezz’ora prima del pasto; comunque è sconsigliata dopo mangiato);

-No frutta + verdura nello stesso pasto;

-No frutta dolce + frutta acida;

-No cereali + legumi (in generale no carboidrati + proteine), anche se su questo punto non tutte le correnti naturopatiche sono d’accordo poiché alcuni ritengono che questa combinazione sia preferibile per via delle buone proteine che apporta;

-No legumi + latticini;

-No mix di farine;

-No mix di legumi;

-L’uovo è invece ben tollerato con tutto.

NB: Come spiegato nel video Combinazioni alimentari – Igienismo (2018)  girato dal dott. Giuseppe Cocca e  Gemma (che consiglio di visionare per avere approfondimenti) è consigliato seguire le combinazioni se si mangia tanto e se si hanno dei disagi fisici; l’importanza degli abbinamenti invece diminuisce se si mangia poco e se si sta bene.

Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

[Ultimo aggiornamento all’articolo: 9 febbraio 2021, ore 17:45]

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Per le combinazioni suggerite dal dott. Mozzi leggi l’articolo Combinazioni alimentari: guida per la dieta dei gruppi sanguigni 

Per approfondire la dieta del gruppo sanguigno visita il sito www.dietagrupposanguigno.it  

Per approfondimenti su alimenti acidi e alimenti alcalini leggi l’articolo del dott. Francesco Oliviero Alimenti acidificanti e alimenti alcalinizzanti.

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