Non ti giudicano a parole ma ti fanno sentire giudicata/o – Perché alcuni clienti (particolarmente sensibili) non tornano DOTT.SSA L. DHYANA CARDARELLI, 22 Maggio 202213 Giugno 2026 VUOI SCOPRIRE A COSA SERVE OGNI FIORE DI BACH E ALCUNE COMBINAZIONI UTILI DA PROVARE SUBITO? SCARICA IL MIO PDF GRATUITO! 💌 NB: Questo articolo contiene la rielaborazione di un mio audio pubblicato sul mio canale podcast, per questo è scritto in maniera molto collquiale. Trovi il link all’episodio alla fine dell’articolo.——————————–L’altro giorno riflettevo sulle varie sfumature del giudizio:riflettevo su come a volte le persone si parino il culo dietro la frase Non sto giudicando, oppure Questo è un ambiente protetto dal giudizio (ma sarà vero??) o – ancora – ti dicono che il loro è un lavoro in cui non si giudica… ma poi quando parli con queste persone, chissà perché, a volte ti senti giudicata/o!Ti è mai successo? A me sì!E sei scemo se ti senti giudicato?No: non sei scemo né scema, e molto probabilmente non hai percepito male, è che il giudizio, sai, ha varie sfaccettature e non basta sospendere il giudizio a parole per far sì che l’altro non si senta giudicato!Foto di Pezibear, da PixabayCredo che le persone realmente non giudicanti siano poche, e secondo me o sono persone da una grande apertura mentale o/e sono persone che hanno avuto una vita difficile (e che hanno sviluppato quindi una certa sensibilità).Posso dire che ho imparato abbastanza presto a riconoscere i finti open mind e ho capito che il giudizio può avere davvero tante sfumature.È un argomento che mi sta molto a cuore e credo che chi lavora nella relazione d’aiuto debba fare attenzione a queste dinamiche.Un po’ di tempo fa ho fatto una videochiamata con una persona con la quale stavo svolgendo un percorso, e a un certo punto ho cominciato a sentirmi giudicata…non perché mi abbia giudicata a parole… è che io percepivo proprio – da persona altamente sensibile quale sono – il suo giudizio silenzioso (ma non invisibile).Quando si lavora nella relazione d’aiuto si parla spesso di sospensione del giudizio e oggi tutti dicono di essere non giudicantiperché a nessuno piace essere giudicante…Foto di Christina Morillo, da Pexelsperò qual è il discorso?: è che una persona particolarmente sensibile si accorge di quando tu giudichi, anche se non giudichi a parole, perché ci si può sentire giudicati anche da un’espressione facciale. Cioè, se ad esempio io vado dallo psicologo a raccontare i cavoli miei non c’è bisogno che lo psicologo mi giudichi a parole:io me ne accorgo dalla faccia che fa – che mi sta giudicando –, da quando alza il sopracciglio, dal fatto che magari mi guarda con un’aria schifata o – anche – si capisce che una persona ti sta giudicando se ti comincia un po’ a rimproverare.Foto di Cottonbro, da PexelsEcco: il rimprovero è una cosa che mi sta proprio sulle palle perché comunque tu non sei nessuno, cioè tu – da adulto – non sei nessuno per giudicare un altro adulto, il rimprovero si fa ai bambini e spesso anche con i bambini c’è un po’ un abuso del rimprovero.Quando ti senti rimproverato da un altro adulto, quando vedi che un adulto ha con te un atteggiamento che non è alla pari (da adulto ad adulto) devi fare attenzione perché anche lì può esserci un giudizio (oppure una valutazione: se vuoi conoscere meglio la differenza tra giudizio, pregiudizio e valutazione clicca qui e leggi questo mio articolo).Foto di Adrienn, da PexelsEcco, per tornare al discorso di prima: mi ero sentita un po’ rimproverata da questa persona e ciò mi ha dato talmente tanto fastidio che a un certo punto volevo quasi chiudere la videochiamata.Penso che questi siano argomenti che debbano essere presi molto in considerazione da chi lavora nella relazione d’aiuto perché se vuoi lavorare nella relazione d’aiuto devi saper fare questo lavoro in maniera sana, cioè non è sufficiente che tu sappia i tuoi argomenti, non è sufficiente che rispetti la privacy del tuo cliente: quello che veramente conta è come tu ti poni, ti devi porre da adulto a adulto e veramente… non è che devi sospendere il giudizio, non lo devi proprio avere! A te non te ne deve fregare niente se quella persona ha dei gusti che ti sembrano assurdi oppure – non so – mangia delle cose che tu non mangeresti mai, non te ne deve fregare niente perchè se ti frega di queste cose vuol dire che tu nella relazione d’aiuto non ci puoi lavorare. Punto.Foto di Archie Binamira, da PexelsAddirittura quando avevo 19-20 anni andavo da una psicologa – anzi era una psicoterapeuta ma secondo me la psicoterapia serviva più a lei che a me – questa addirittura mi urlava in faccia e quando le avevo detto che volevo cambiare corso di laurea mi rimproverò dicendomi che quello che stavo facendo era uno scempio, cosa che uno psicologo psicoterapeuta non dovrebbe assolutamente dire.Io, se avessi voluto, avrei potuto denunciarla e lei secondo me sarebbe stata anche radiata dall’albo perché tu non puoi dire certe cose a una persona altrimenti quel lavoro non lo puoi fare.Foto di Saeid Anvar, da PexelsChi lavora nella relazione d’aiuto dovrebbe a mio avviso fare particolarmente attenzione soprattutto quando ha a che fare con persone molto sensibili che percepiscono dei sentimenti, delle sensazioni… le percepiscono così, proprio a pelle, anche tramite un video e questo spesso le porta a tirarsi indietro perché – giustamente – se io sono una persona sensibile e mi rivolgo a te per farmi aiutare ma poi mi sento giudicata… io da te non ci ritorno!Quindi… non è che queste persone “eh, hanno la resistenza al cambiamento” oppure “non vuoi affrontare questo problema”, no col cazzo! Cioè, non è così:una persona può anche decidere di non venire più da te perché tu l’hai fatta sentire giudicata, perché tu non le sei piaciuta, quindi basta anche con questa cosa di dare sempre la colpa agli altri, facciamoci anche un po’ un esame di coscienza e cerchiamo di capire quanto siamo realmente pronti a fare certi lavori e quanto lavoro dovremmo fare su noi stessi per poter dare un servizio buono agli altri.Autrice: dott.ssa L. Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)© Dott.ssa L. Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. È severamente vietato riprodurre qualsiasi testo del blog altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte. Ultimo aggiornamento all’articolo: 13 giugno 2026———————Leggi anche:Cosa significa essere PAS (persona altamente sensibile) e quali sono i fiori di Bach più adatti per sostenere una PASQuando ti dicono che hai una resistenza al cambiamentoChe differenza c’è tra giudizio, pregiudizio e valutazione personale?Differenza tra counselor, psicologo e psicoterapeutaPer ascoltare l’episodio clicca qui – episodio pubblicato sul mio canale Spreaker il 20 maggio 2022. VUOI SCOPRIRE A COSA SERVE OGNI FIORE DI BACH E ALCUNE COMBINAZIONI UTILI DA PROVARE SUBITO? SCARICA IL MIO PDF GRATUITO! 💌 Se ti è piaciuto quello che ho scritto condividilo! capire se stessi e gli altri comunicazione, viaggi, società podcast (audio) cosa significa giudicaregiudicaregiudiziomi giudicanonon giudiziopasPAS (persona altamente sensibile)perché alcuni clienti non tornanorelazione d'aiutosospensione del giudizio