DHYANA VERDE SPERANZA

Ciao, sono Dhyana e da piccola sognavo di cambiare il mondo ma tutti mi dicevano che non era possibile. Col passare del tempo ho capito che è vero, non è possibile, ma si può partire da se stessi, migliorarsi, crescere ed essere così di esempio - e di aiuto -anche agli altri.
In questo blog condivido con te quello che ho imparato, quello che ho vissuto e come io vedo il mondo!
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4 commenti

  1. Antonio dice:

    Salve, bell’articolo, anche se ci sono delle inesattezze e pregiudizi sulla psicoterapia. La psicoterapia non è il colloquio ma si serve di esso. E’ una questione ben più complessa e ci sono approcci che si basano sulle neuroscienze. Ad esempio la psicoterapia emdr basata sulla psicotraumatologia, la quale ha degli effetti a livello neurofisiologico. Queste non sono “chiacchiere”, in quanto la ricerca scientifica ne ha verificato l’efficacia. Ci sono “parti” del cervello che si attivano e modulano in modo più adattivo. Inoltre è grave scrivere che lo psicoterapeuta da consigli. I consigli lo danno gli amici, i parenti. La psicoterapia è altro!! Mi spiace se chi ha scritto l’articolo ha avuto una esperienza di terapia non efficace o con un professionista non adeguatamente formato. La psicoterapia mira anche ad esplorare schemi di funzionamento relazionale basate sul sistema di attaccamento (concetto che ha basi evoluzionistiche condivise con il regno animale), il funzionamento del nostro sistema nervoso autonomo e di come questo influenza la valutazione di ciò che ci accade. Sono d’accordo per la condivisione degli obiettivi ma in questo articolo ci sono molte imprecisioni e inesattezze su cosa è una psicoterapia e su quali sono i meccanismi e processi sulle quali si basa e, inoltre, sugli effetti che ha a livello neurofisiologico. Ripeto, questo quando si parla di una vera psicoterapia. Probabilmente ciò a cui fa riferimento l’articolo è qualcosa che assomiglia più ad un counseling o consulenza o coaching. Scrivo questo perché sono del mestiere e purtroppo ancora oggi nel 2019 si sentono tante cose che non hanno nessun fondamento. E ripeto, spesso esperienze deludenti di terapia portano a vedere la psicoterapia come qualcosa di non così utile. E si, la psicoterapia è utile anche per psicopatologie importanti. Molte persone vittime di abusi sessuali, attacchi terroristici, violenze domestiche, vittime di catastrofi naturali e grandi incidenti (come la tragedia del ponte di Genova) hanno beneficiato di psicoterapie e ora vivono meglio. Ovviamente psicoterapie con approcci validi evidence-based (cioè cin evidenza scientifica). Purtroppo alcuni professionisti sono rimasti ai concetti di 20 o 30 anni fa proponendo terapie basate più interpretazioni discutibili. mi sembrava giusto fornire una visione aggiornata, corretta e che dà il giusto valore ad uno strumento importantissimo. saluti e buone cose. Antonio

    1. verdesperanza dice:

      Buongiorno Antonio e grazie mille per questo suo intervento.
      Il mio non vuole essere un articolo scientifico sulla psicoterapia, ma sulla mia esperienza in merito (“la psicoterapia vista da un’ex paziente”). Un paziente quando va dallo psicoterapeuta sta quasi sempre male e si affida totalmente a lui, difficilmente possiede gli strumenti necessari per rendersi conto se ha davanti una persona seria oppure no e se quel percorso – fatto in quel modo lì – gli servirà oppure no. Forse l’articolo potrebbe portare una persona a scoraggiarsi dall’iniziare una psicoterapia ma ad una lettura attenta e neutrale si evince che il mio obiettivo non è quello di scoraggiare – perché io nella psicoterapia fatta bene ci credo, ho conosciuto anche professionisti bravi a cui sono tuttora molto grata -, il mio obiettivo è semmai quello di mettere in guardia le persone. Perché di psicologi e di psicoterapeuti oggi, secondo me, se ne vedono un po’ troppi. (Ho infatti scritto: “Chiariamo: non sono contraria alla psicoterapia, assolutamente, anzi la ritengo un validissimo strumento, ma sono contraria alle illusioni, alle perdite di tempo e al regalare soldi inutilmente.”) L’obiettivo dell’articolo è anche quello di stimolare i terapeuti (o almeno una parte di essi) ad una riflessione.
      La ringrazio per aver accennato, nel commento, alla psicoterapia EMDR: non la conoscevo e sono contenta se sta dando buoni risultati. Anzi, chissà che magari qualcuno – passando di qui e leggendola – non riesca a stare meglio proprio con questo nuovo approccio.
      So anch’io che lo psicoterapeuta non dovrebbe dare consigli: “dà dei consigli (anche se non dovrebbe darli, eppure sovente li dà)”. —> Cioè, volevo far capire che a volte li dà pur non potendo.
      Per ultimo: la mia esperienza riportata in questo articolo si riferisce alla psicoterapia e non al counseling (del quale ho fatto anche esperienza); può sembrare che io abbia un pregiudizio ma non è così: il mio è uno “stare in guardia” (chiamiamolo, se vuole, diffidenza) frutto non di una mia fantasia bensì di un percorso molto lungo che è stato concretamente fatto. Sarebbe un pregiudizio se invece dal terapeuta non ci fossi mai andata! La mia è inoltre una presa di posizione: ho fatto un’esperienza e qui ne ho riportato pregi, limiti, proposte e spunti di riflessione, cercando di essere obiettiva circa le conclusioni a cui sono giunta (la mia personale conclusione è semplicemente che il colloquio, senza altre tecniche pratiche, a volte potrebbe non bastare. Non conosco l’approccio EMDR ma se in questo tipo di approccio il trattamento funziona diversamente e i pazienti sono soddisfatti, io ne sono sinceramente felice).
      Gli studi scientifici hanno un valore ma anche le esperienze dei pazienti ce l’hanno, visto che sono i pazienti a scegliere di iniziare o proseguire un percorso e sono loro che pagano. Non si tratta di fondamento: un’esperienza è un’esperienza. E le esperienze dovrebbero essere utili non solo a chi le fa ma anche ai terapeuti stessi poiché così possono capire, se vogliono, dove poter migliorare. Cosa aggiungere e cosa togliere. Dove poter essere più chiari. Perchè a volte forse manca solo un po’ più di chiarezza.
      La ringrazio moltissimo per aver integrato il mio scritto e per avermi dato l’opportunità di chiarire meglio alcuni punti. Le auguro di cuore di poter aiutare molte persone a ritrovare la loro strada.
      Un cordiale saluto,
      – Dhyana

  2. Roberto dice:

    Io non credo alla psicologia però sarei del parere che potrei pagare le prestazioni solo a risultato raggiunto chi ci sta??

    1. DHYANA VERDE SPERANZA dice:

      Buonasera Roberto; se lei non crede alla psicologia (“credere” – però – trovo che non sia un verbo adatto poiché il credere implica una fede) ritengo che non sia molto utile andare dallo psicologo e pagare solo a risultato raggiunto, sia perchè partirebbe già con una sorta di preconcetto (“non ci credo”), sia perchè il risultato non dipende né solo dallo psicologo né solo da lei ma da entrambi e soprattutto dalla relazione che si crea tra i due (almeno questo è ciò che ho visto io).

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