Io, che un tempo odiavo il Natale… DOTT.SSA L. DHYANA CARDARELLI, 25 Dicembre 201815 Dicembre 2025 VUOI SCOPRIRE A COSA SERVE OGNI FIORE DI BACH E ALCUNE COMBINAZIONI UTILI DA PROVARE SUBITO? SCARICA IL MIO PDF GRATUITO! 💌 Se dieci anni fa qualcuno mi avesse detto che nel 2016 avrei ricominciato a fare l’albero di Natale non gli avrei mai creduto, ma ancor meno gli avrei creduto se mi avesse detto che un giorno avrei rifatto addirittura il presepe!Io ero una di quelle persone che odiava il Natale, davvero: lo disprezzavo. Ero una di quelle che appena nei negozi si iniziava a vedere qualche addobbo diceva “oddio… no… il Natale!” come se fosse una malattia; fare i regali mi metteva un certo disagio e quando vedevo tutta quella gente felice per il Natale davvero non capivo: “una festa obbligata” – pensavo. Però, sotto sotto, una cosa la notavo bene: loro erano felici e io no. E questa cosa mi dava ancora più rabbia.Sono passati un po’ di anni. La morte improvvisa di mio padre (e – anni dopo – quella della mia bambina) ha cambiato qualcosa dentro di me. Ricordo l’ultimo Natale in cui c’era anche lui… a lui piaceva che ci fosse qualche decorazione natalizia in casa e anche se tutte noi odiavamo il Natale ci sforzavamo un po’ di accontentarlo. L’albero era sempre quello già pronto, fatto di acqua e farina, figurati se lo facevamo realmente… ma quell’anno – l’ultimo anno – fui io la prima a tirare fuori le decorazioni e le mie amiche mi dissero: “dai, vedrai che piano piano il Natale ti piacerà”.Foto by PixabayIn alcuni momenti di pace interiore osservavo le persone e devo dire che mi piaceva molto il fatto che si incontrassero, mi piaceva questo fare ciò che durante l’anno non fai, mi piaceva questa messa di mezzanotte a cui tutti andavano solo ed esclusivamente in quell’occasione. Eppure per diversi anni ho continuato a scrivere: “ma quando finiranno queste feste??” La verità è che avevo il cuore completamente chiuso, nonostante fossi convinta di averlo aperto.Il fatto è che il Natale è una festa che amplifica il mondo interiore e il mondo interiore non è sempre bellissimo, perciò alcune persone – come me in quegli anni – diventano ciniche pur di non interfacciarsi con quella parte di se stesse.Nel 2012 mi sono sbattezzata perché pur essendo molto credente non condivido alcune cose che hanno a che fare con il cattolicesimo. Ritengo che lo sbattezzo abbia rafforzato ancora di più, in quel periodo, la mia distanza dal Natale perché se a malapena potevo dare una chance all’albero figuriamoci se potevo darla al presepe: “Gesù non si sa realmente quando è nato! Non ha senso fare il presepe!”E nel frattempo ho continuato ad odiare questa festa, a odiare vedere la gente felice in giro con regali, pandori e panettoni e a odiare tutti i “buone feste a te e famiglia” a cui avrei solo voluto rispondere “buon Natale un cazzo” 🖕 o “buone feste un cazzo“🖕.Ho continuato così per un po’… finché la proprietaria del mio appartamento, vedendo la mia casa completamente spoglia, mi regalò un piccolo albero natalizio. Lo accettai, sebbene non misi su neanche una pallina. L’anno successivo la madre di un mio alunno mi regalò anche lei un alberello con tutte le palline. Lo presi come un segnale e, colma di un insolito entusiasmo lo portai a casa e lo addobbai. Rimettere quelle palline fu un po’ come rincollare dei cocci rotti, a tutt’oggi penso che sia stato un gesto fortemente terapeutico.Foto by PixabayMa il vero colpo di scena ci fu lo scorso anno quando, durante la notte di Natale, ebbi l’istinto di tirare fuori la statuetta di Gesù bambino, pensando: “è da tanto che non ci parliamo…”. E così pochi giorni fa, mentre ero in giro per regali, non ho resistito: ho comprato anche Maria, Giuseppe e l’asinello realizzando così, insieme a quel simpatico bue che già avevo, un piccolissimo presepe. Davvero, non me lo sarei mai aspettata da me stessa.E non mi importa se Gesù forse non è nato il 25 dicembre e se quello del 6 gennaio probabilmente era addirittura un altro bambino, perché ho capito che il Natale in realtà è un’occasione ed è un grande simbolo, e che tutti questi sono simboli, simboli profondissimi, di rinascita e di connessione con se stessi. Autrice: © Dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. E’ severamente vietato riprodurre questo testo altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte.[Ultima modifica all’articolo: 15 dicembre 2025]Tutte le foto presenti in questo sito sono state prese da Istock, Pexels e Pixabay.————————————Leggi anche:La fedeltà è “una questione di rispetto”?Cosa ho imparato dagli animaliA cosa serve realmente viaggiareQuei consigli non richiesti (e fuori luogo!) VUOI SCOPRIRE A COSA SERVE OGNI FIORE DI BACH E ALCUNE COMBINAZIONI UTILI DA PROVARE SUBITO? SCARICA IL MIO PDF GRATUITO! 💌 Se ti è piaciuto quello che ho scritto condividilo! comunicazione, viaggi, società 25 dicembreaddobbare l'albero di natalealbero di natalecinismogesugesu bambinonataleodiare il nataleodio il natalepresepesimbolosol invictus