Oggi fare l’Università serve o non serve? DOTT.SSA L. DHYANA CARDARELLI, 16 Giugno 201825 Giugno 2026 🍀 FIORI DI BACH: CLASSIFICAZIONE, SPIEGAZIONE E COMBINAZIONI - SCARICA IL MIO E-BOOK GRATUITO! 💌 INTRODUZIONESono già diverse volte che mi capita di leggere su Facebook post di alcuni professionisti – in particolare coach – che ritengono più efficace l’investimento su una formazione personale (seguire esclusivamente corsi su misura per ciò che si desidera fare) anziché su una formazione universitaria che, a quanto pare, sembra non preparare adeguatamente da un punto di vista lavorativo (tranne che per determinate posizioni). COSA COMPORTA DAVVERO FARE L’UNIVERSITàOra, c’è una cosa importante da chiarire: fare l’Università è un’esperienza vasta, ricca e complessa e chi la svaluta – a mio avviso – dice una grande bestemmia. Quello che molti non capiscono, infatti, è che l’Università non serve (solo) a trovare lavoro! Essa forma la persona:1) da un punto di vista sociale, perché si creano amicizie con individui che hanno i propri stessi interessi e si conoscono i professori (alcune di queste amicizie possono durare tutta la vita e/o trasformarsi in collaborazioni lavorative). Inoltre, per chi frequenta le lezioni fisicamente ed ha la possibilità di prendere una casa, si tratta sovente della prima possibilità per andare a vivere fuori ed insieme ad altri studenti; 2) da un punto di vista culturale, perché la vera cultura ha un certo spessore e si fa studiando su molto materiale e frequentando certi ambienti (fisici e virtuali), non prendiamoci in giro!; 3) da un punto di vista organizzativo e metodologico, perché bisogna imparare ad organizzarsi le materie, le lezioni, lo studio e – per chi ha una casa lì – le bollette, la spesa e tutto il resto;4) da un punto di vista personale, perché si cresce e, tranne in gravi casi di insuccesso, la propria autostima aumenta. E aumenta anche la propria credibilità sociale, una volta che ci si è laureati (e questo – in un certo senso – è anche un rischio, di cui parlerò dopo).Foto by PixabayLA SUPERFICIALITà CHE VA DI MODA OGGIOggi c’è davvero tanta superficialità: si vuole fare tutto studiando poco, si pensa di poter ottenere tutto facendo solo pratiche, webinar ed esperienze, senza passare sui libri. Vi sbagliate, perché lo studio serve. Sapere le cose serve. Non basta solo saperle fare, serve anche saperle teoricamente ed averle assimilate. “Eh, ma tanto Tizio si è laureato e ora fa l’operatore call center!” è una delle tante frasi che spesso sento dire da persone non laureate per screditare soggetti laureati.Sì, okay, magari Tizio, nonostante sia laureato, fa l’operatore call center però devi considerare che:-essendo laureato ha la possibilità di poter fare qualcosa di più;-oggi viviamo in un ambiente lavorativo dinamico dove fa successo chi sa inventarsi qualcosa di nuovo con le competenze che ha. Con questo voglio dire che per chi ha una certa creatività, la cultura non è mai sprecata;-essendo laureato credo che il modo di presentarsi di Tizio abbia qualcosa in più (spesso sento dire con un certo rispetto: “gurda che quello è laureato!”). Vogliamo forse negare che la laurea sia un titolo di studio alto? -ottenere una laurea è la dimostrazione – per chi lo capisce! – di saper fare molte cose insieme: per laurearti infatti devi seguire le lezioni, fare esami scritti e orali – alcuni anche molto difficili -, darli con regolarità, sostenere eventuali bocciature, scrivere una tesi di laurea (la mia tesi alla specialistica era di 160 pagine!!) e discuterla davanti a una commissione. Pensi davvero che non valga niente tutto questo? Allora prova a farlo tu!Questa cosa che oggi va di moda l’ignoranza, un’ignoranza così ben sponsorizzata da sedicenti professionisti con una cultura superficiale – e che vogliono farvi credere che è possibile fare molti soldi proprio rinunciando alla cultura – io la trovo spaventosa. Quindi per favore, non venitemi a dire che l’Università non serve, perché è vero: da un punto di vista professionale forse non vi darà subito il lavoro dei vostri sogni e dovrete investire anche su altro – questo mica lo nego! – ma vi darà molto di più, che vi servirà nella vita, ad esempio vi darà gli strumenti per capire se qualcuno sta cercando di fregarvi oppure no!Foto di Iqbal Nuril Anwar, da PixabayIL CORRETTO MODO DI PORSI DOPO LA LAUREADetto questo, ci sono alcuni aspetti da considerare per quanto riguarda il modo di porsi dopo la laurea, che non dovrebbe mai essere un modo di porsi troppo presuntuoso, infatti se lo studio non è accompagnato da una certa dose di onestà intellettuale e di intelligenza rischia di trasformarsi solo in un mezzo per valorizzare il proprio ego; anzi, come spesso accade, il titolo può diventare anche un’arma per manipolare le persone meno informate.Alla fine di tutti i miei corsi e percorsi, ciò che ho imparato è che non esiste una verità assoluta (ognuno si crea la propria); di conseguenza osservo sempre con un certo stupore, misto a diffidenza, quelli che pretendono di avere la verità in tasca solo perché sono qualificati in un determinato campo: “ti dico da maestra che…”, ” da infermiere ti dico che…”, ” da psicologo ti dico che…” come se siccome quella cosa la dice uno psicologo debba essere presa per forza come la parola di Dio e tu non abbia alcun diritto di replicare o di presentare una versione diversa dei fatti. E se ci fosse dell’altro? E se magari fossi psicologa anch’io e tu non lo sai? E se forse alla fine ne sapessi anche piú di te?Foto di Mystic art design, da PixabayOcchio: non sto parlando delle esperienze lavorative, perché se – ad es. – tu hai lavorato per dieci anni con i bambini è ovvio che conosci molto bene le problematiche familiari di oggi e via discorrendo, sto parlando del pensare di avere la verità in tasca e che questa verità debba essere valida per tutti solo perché chi la espone si presenta al mondo con la propria qualifica che, come dicevo prima, lo rende credibile. La credibilità, infatti, non deve sfociare nella presunzione: questo modo di porsi (“da x ti dico y”) è – a mio avviso – errato in partenza perché si dà per assodato che l’altro, di cui spesso si sa ben poco, abbia torto e/o che non abbia nulla da offrire.Foto by PixabaySecondo me bisognerebbe diffidare anche di chi – dopo aver studiato – “predica bene e razzola male”, un po’ come quelli che cercano di insegnare ai bambini il rispetto della natura e della raccolta differenziata ma poi sprecano davanti agli alunni quintali di carta, dando un esempio contraddittorio con quanto veicolato. Che senso ha parlare di ciò che si dovrebbe fare se poi non lo si fa? Il sapere dovrebbe essere seguito da una certa coerenza pratica, altrimenti restano solo parole inutili. Molti pensano di poter ispirare gli altri a parole: è vero solo in parte poiché – da quanto mi risulta – gli altri si ispirano molto di più vedendo fare le cose, e vedendole fare dalle persone che stimano. Foto da PixabayAPPLICARE DOPO AVER IMPARATOEcco perché l’istruzione (e qui parlo di istruzione in generale, sia universitaria che non), per essere efficace deve essere seguita necessariamente da un cambiamento, che deve essere prima di tutto mentale (nel modo di ragionare e di vedere le cose) e poi anche concreto, cioè nel modo di agire all’interno del mondo. Studiare seriamente significa assumersi delle responsabilità; sarà anche per questo che oggi non vuole farlo più nessuno?FIORI DI BACH PER CAPIRE SE VUOI DAVVERO ANDARE (O NO) ALL’UNIVERSITàDopo la laurea triennale ero incerta se iscrivermi o no alla specialistica in Antropologia, così mi presi un anno di pausa nel quale lavorai come animatrice turistica ed operatrice call center. Con questo voglio dirti che se adesso non te la senti di iscriverti all’Università potrai sempre farlo dopo – come ho fatto io – l’importante è che tu sia convinto/a della tua scelta.Per aiutarti a schiarirti le idee possono esserti utili alcuni fiori di Bach, tra cui:Cerato: utile per orientarti nella confusione che possono causarti i tanti corsi di laureaScleranthus: utile per capire se vuoi andare all’Università oppure noWild oat: questo è il fiore della vocazione; si dà alle persone che sentono di avere una grande missione nella vita ma non capiscono qual è.Puoi approfondire questi tre fiori di Bach leggendo il mio articolo Perché è così difficile scegliere (e come aiutarsi con i fiori di Bach CERATO, SCLERANTHUS e WILD OAT)💛 Se invece vuoi accedere ad una mia consulenza scopri le possibilità disponibili e contattami; ti aiuterò volentieri. Ricorda che l’effetto migliore – soprattutto all’inizio del trattamento – non si ottiene con un fiore solo ma con una miscela di più essenze, e io sono qui per consigliarti quelle più adatte a te! —> SCOPRI LE MIE CONSULENZE FIORI DI BACHAutrice: © Dott.ssa L. Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. È severamente vietato riprodurre questo testo altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte. Tutte le foto presenti in questo sito, ove non diversamente specificato, sono state scaricate da Pixabay.—————————————Leggi anche:Conoscere la propria vocazione e realizzarsi: il fiore di Bach WILD OATPerché è così difficile scegliere (e come aiutarsi con i fiori di Bach CERATO, SCLERANTHUS e WILD OAT)Frequentare chi la pensa diversamente da noi: fino a che punto è possibile?Il ruolo dei social network nelle relazioni affettive 🍀 FIORI DI BACH: CLASSIFICAZIONE, SPIEGAZIONE E COMBINAZIONI - SCARICA IL MIO E-BOOK GRATUITO! 💌 Ti è piaciuto quest'articolo?Allora resta in contatto con me:riceverai una mail ogni 10 giorni (ogni volta che pubblicherò un articolo nuovo) e in più...regali esclusivi, offerte e racconti di vita quotidiana e fiori di Bach! 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