Sin da piccoli ci hanno insegnato che bisogna rispettare le idee e il pensiero degli altri e noto che ogni volta che qualcuno si impunta su una posizione viene subito tacciato di essere poco rispettoso o troppo rigido. Perché, di fatto, quella del rispetto è ormai diventata anche un po’ una scusa. Io credo che ci siano dei limiti e soprattutto credo che sia il caso di fare un’importante distinzione: quella tra pensieri e valori perché se è vero che si può frequentare chi la pensa diversamente, non si può – e non si dovrebbe (secondo me) – andare d’accordo con chi ha dei valori differenti (il più delle volte opposti) dai nostri. Il punto è che questa distinzione non la fa nessuno e spesso le persone si sentono in colpa, si vedono accusate di rigidità quando invece stanno solamente, e giustamente, difendendo i propri princìpi di vita.

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Quindi qual è la differenza tra un valore ed un pensiero? I valori sono i pilastri su cui abbiamo fondato la nostra vita (un valore non dovrebbe mai nuocere agli altri) e se sono forti è impossibile passarci sopra. Questo significa che le persone che scegliamo di frequentare, pur avendo idee diverse su certi argomenti, dovrebbero – per coerenza –  avere i nostri stessi valori. Ad esempio, chi frequenta un’associazione LGBT (o chi comunque ne difende i diritti) come fa a frequentare chi sostiene che i transessuali siano dei pervertiti o che utilizza la parola “trans” e “frocio” in modo denigratorio? Un vegetariano che fa questa scelta perchè ama gli animali come fa ad avere una relazione profonda con  uno che nella nostra società fa il cacciatore “per hobby” o che va a pesca? O che decide di mettere su un allevamento di animali che poi andranno a morire? Chi difende il diritto all’istruzione per tutti come può scegliere come amico uno che è favorevole all’espulsione di determinate categorie di bambini (ad es. di quelli non vaccinati) dalla scuola? Potrei fare molti altri esempi ma il senso è: se una persona crede fortemente in un ideale come fa a frequentare chi quell’ideale non solo non lo condivide ma magari lo contrasta pure? … il che è diverso dal rispettare le opinioni. 

Con questo non voglio dire che chi ha ideali diversi sia una cattiva persona, anzi, l’apertura mentale dovrebbe stare – a mio parere – proprio nel vedere altri aspetti dell’individuo (al di là di ciò che non ci piace) e vi porto degli esempi: mio padre, prima che io nascessi, andava a caccia (pratica che io non condivido) ed ho vari ex coinvolti nell’ambito della pesca e dell’allevamento… persone che la vedevano in maniera diversa dalla mia anche su altre questioni. Eppure io voglio tuttora molto bene a loro; posso quindi assicurare che ci si può legare anche a chi ha una sensibilità diversa dalla propria, ma fino a un certo punto: se la differenza di sensibilità è molto forte, se c’è una differenza nei valori (come è accaduto nel mio caso), dopo un po’ si arriva a un limite. Il rapporto a un certo punto si blocca, finisce – oppure si litiga – perché non può funzionare in maniera profonda e non può essere portato avanti solo perché “bisogna rispettare le idee altrui”. La verità è che alla lunga si soffre, non ci si sente capiti e non sta scritto da nessuna parte che si deve accettare di tutto in nome del quieto vivere. Rispettare le idee altrui non significa, infatti, rinunciare ai propri ideali.

“Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui.” (Ezra Pound)

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Arrivati ad una certa età è quindi auspicabile, a mio avviso,  fare una selezione consapevole delle proprie amicizie e decidere anche molto bene con chi si vuole intraprendere una relazione sentimentale. Di fronte a certe cose, infatti, non si tratta semplicemente di rispettare chi la pensa diversamente da noi: si tratta di sapere per che cosa si vive e di difendere i motivi per cui viviamo. Se una persona non ha dei valori forti da difendere dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda perché di fatto non si può sempre andare d’accordo con tutti e frequentare tutti: chi va d’accordo con tutti evidentemente non sa ancora bene chi è e che cosa vuole, oppure sta fingendo.

“Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili, le rarità ai rari.”  (F. Nietzsche)

La diversità di valori crea problemi, con il passare del tempo, non solo nelle amicizie ma soprattutto nelle coppie e ancora di più quando si hanno figli. Leggo spesso di coppie in cui uno dei due genitori vuole fare educazione parentale e l’altro no; in cui uno vuole abortire e l’altro no; oppure uno dei genitori è più per la medicina allopatica e l’altro più per i rimedi energetici; o in cui uno vuole vaccinare e l’altro no; o uno vuole battezzare e l’altro no. Qui non sono i pensieri ad essere messi in discussione ma il senso della vita che si vuole trasmettere a questo bambino. Scelte come l’istruzione, la salute, la spiritualità hanno a che fare con i valori dei genitori e a certe cose è bene pensarci prima di fare figli  altrimenti va a finire, come sovente accade, che il genitore più dominante si impone mentre l’altro soccombe per poi essere scontento e frustrato per tutta la vita, sentendosi complice di un modello educativo che non sente suo. 

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I pensieri, invece, sono un’altra cosa: io posso pensare che Gabriele D’Annunzio sia stato un grande poeta, tu puoi pensare che non lo era… oppure io e te siamo entrambi amanti degli animali ma io posso pensare che sia giusto che i cani entrino nei negozi  e tu puoi pensare che invece non debbano entrare. Insomma, i pensieri sono cose  di cui si può parlare, sono modificabili perché non sono i pilastri della vita (tra l’altro questa è la base dell’approccio interculturale: avere gli stessi valori per vivere insieme ma crescere attraverso l’analisi di pensieri e pratiche diverse).

Quindi quando si parla con qualcuno, quando si discute, è bene chiedersi se stiamo parlando dei nostri pensieri o dei nostri valori. E quando qualcuno ci dice che non rispettiamo il pensiero altrui dovremmo chiederci cosa intende questa persona per pensiero. 

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

NB. Questo articolo, sebbene riporti come giorno di pubblicazione il 15 giugno 2018, è stato scritto precedentemente (tra il 2017 e il 2018) ed era già uscito sul Verde speranza blog ospitato da Wix e Altervista.  – Ultima modifica all’articolo: 26 novembre 2019, ore 12:51.

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