Carenza di calcio: rimedio naturale con guscio d’uovo e limone

Per chi ha carenza di calcio ma non vuole – o non può –  assumerlo dai latticini ci sono molte soluzioni: il calcio infatti è presente in diverse sostanze vegetali come tutte le verdure a foglia verde, soprattutto la rucola e la lattuga; nella frutta secca (in particolare mandorle, noci e nocciole) e  fresca  tra cui incontriamo al primo posto i fichi. 
Per ottenere il calcio abbiamo però anche un simpatico rimedio casalingo che può essere scelto da chi consuma le uova o da chi, comunque, le uova le ha spesso in casa: è sufficiente mettere un guscio d’uovo non timbrato (precedentemente lavato e bollito) in un bicchiere e ricoprirlo completamente con il  succo di un limone spremuto.
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Lascia il bicchiere “a riposo” tutta la notte; la mattina seguente vedrai che il calcio del guscio si sarà trasferito nel succo del limone, che sarà diventato biancastro.

A quel punto filtra il succo con un colino a maglie strette (quando lo faccio io, il liquido che rimane è poco più di 10 ml),  mettilo in un barattolino o – meglio ancora – in un contenitore con contagocce, conservalo in frigorifero e usalo per condire le tue insalate, al posto dell’aceto (la presenza della vitamina C ti permetterà di assimilare meglio anche il ferro). Il residuo (cioè i pezzi di guscio spezzati) potrai utilzzarlo per concimare le piante.
Sebbene la quantità di calcio assimilata con questo “trattamento” non sia molta, si consiglia di usare questo metodo solo per 2-3 volte a settimana e non per più di 3 mesi di seguito.
Ricorda inoltre che per far sì che il calcio venga correttamente interiorizzato è necessario introdurre nell’organismo anche alimenti contenenti silicio, che si trova in grande quantità nella coda cavallina (equiseto), negli asparagi e nei cereali integrali.
Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)
[Ultimo aggiornamento all’articolo: 28 febbraio 2021, ore 23:59]
N.B.: Questo articolo ha scopo divulgativo ed informativo; per qualsiasi dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.

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