Fine di febbraio.
Non è più inverno ma non è ancora primavera; fa freddo ma inizia anche a fare caldo; abbiano finito di “morire per bene” ma non siamo ancora rinati.
Credo che sia un errore affrettarci a volere già la primavera perché in realtà secondo me questo vuoto, questo tempo sospeso “né carne e né pesce” è qui per permetterci di riflettere,  per farci preparare a ricevere ciò che sarà. Come per dire: “sto arrivando, hai ancora un mese di tempo! Fatti trovare pronto/a!”

Perché in realtà – l’ho capito – il vuoto è di fondamentale importanza.

Sentiamo sempre dire che a una morte segue una rinascita, che la morte porta con sé un seme ed è vero… ma si dimentica la parte più importante: il vuoto che sta in mezzo. Dopo la morte, infatti, non c’è subito la rinascita, ci sono varie fasi: c’è la consapevolezza del distacco, il dolore, l’elaborazione del dolore (con i suoi, spesso presenti, sensi di colpa), la confusione…  e poi il vuoto. Il sacro riposo; il silenzio. La notte durante la quale possono nascere i fiori.

Ecco, in questo momento, in questa fine di febbraio, mi sento di dire che siamo nella fase del silenzio.

Il silenzio che precede.

Il silenzio necessario.

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

Ultimo aggiornamento all’articolo: 21 novembre 2019, ore 00:13

© Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. E’ severamente vietato riprodurre questo testo altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte. —> Se non vuoi incorrere in sanzioni, vai a Come usare a norma di legge i miei articoli.

——————————————–

Leggi anche:

La differenza tra turista e viaggiatore è che il viaggiatore cerca se stesso

Quella sensazione di vuoto e di infelicità (e l’importanza di usare i propri talenti)

Quando le gabbie (mentali) servono

Domande frequenti sull’assunzione dei fiori di Bach

—> Seguimi su FACEBOOK

 

Foto by Pixabay