Domande frequenti sull’assunzione dei fiori di Bach

Cosa sono i fiori di Bach? Sono delle essenze floreali scoperte dal medico inglese Edward Bach. Si tratta di 38 essenze + il Rescue remedy,  accolte dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 1976.  Servono a riarmonizzare stati emozionali negativi (rabbia, panico, tristezza, stress, esaurimento psicofisico, disperazione) e a modificare i propri difetti caratteriali, trasformandoli in virtù (ad es. si può fare una miscela specifica anche “solo” per un problema di eccessiva debolezza di carattere). Ultimamente si stanno usando anche per problemi più strettamente fisici (che comunque, per Bach, hanno sempre un’origine emozionale) ma in realtà nascono per riequilibrare le emozioni e il carattere, andando molto in profondità. Desiderare di assumere i fiori di Bach solo per alleviare un sintomo (anche se strettamente emotivo) senza fare un minimo di lavoro interiore non è un approccio corretto verso la floriterapia inglese, che nasce per far sì che l’individuo acquisisca una maggiore consapevolezza. Come ho già scritto in un altro mio articolo, questi fiori non vanno intesi come un’aspirina in versione naturale.

Da cosa sono composti? La boccetta del singolo fiore che compri in farmacia (stock bottle o soluzione madre) contiene l’essenza del fiore mescolata con acqua e brandy; se invece vuoi prepararti tu una miscela (o fartela preparare dal farmacista) essa sarà composta da due terzi di acqua,  un terzo di conservante (brandy o, su richiesta, aceto) e poche gocce dei fiori scelti, prelevati dalle boccette stock (la stock, in pratica, è una diluizione della tintura madre e si usa appositamente per preparare le miscele).

Come agiscono? Ognuno dei 38 fiori contiene un’informazione (cioè il carattere, per così dire, del fiore stesso); se il tuo campo energetico riconosce di averne bisogno la riceve, altrimenti no. I fiori quindi trasmettono un’informazione alla persona che li assume. Non agiscono sulla base del principio attivo, bensì a livello energetico. E’ bene però precisare che il lavoro non lo fa solo il fiore ma soprattutto l’utente: il fiore pulisce – per così dire – un canale; poi sei tu che, una volta ricevuta l’informazione, dovresti iniziare a cambiare per conseguenza di quella consapevolezza. I fiori di Bach hanno un’azione dolce ma profonda quindi il trattamento non va preso alla leggera perché comunque produce dei risultati; per questo motivo se i fiori sono stati scelti in modo sbagliato non fanno effetto ma comunque non creano effetti collaterali, quindi possono essere usati da tutti, anche su piante ed animali (se qualcuno non gradisce il sapore del brandy, se ha problemi di alcolismo o per i bambini molto piccoli si può usare aceto di mele come conservante).

Fiori e farmaci vanno d’accordo? Sì: i fiori, poiché non agiscono direttamente sul corpo fisico, possono essere assunti anche se si stanno prendendo i classici farmaci. Negli ultimi anni alcune correnti hanno sconsigliato di assumerli con gli psicofarmaci sostenendo che non sortirebbero effetto ma in realtà eminenti floriterapeuti ne hanno garantito comunque l’efficacia.

– I fiori possono essere assunti in gravidanza? Sì, anzi aiutano molto durante questo importante periodo ma:

1)al giorno d’oggi alcuni ritengono che il fiore Elm non vada assunto in gravidanza perché agirebbe a livello dell’utero (personalmente ho delle perplessità su questa posizione ma comunque va riportata);

2)bisogna  tener presente che le essenze floreali contengono una percentuale di alcol al loro interno e, sebbene questa quantità non sia considerata pericolosa per la gestante, per sentirsi più sicure è possibile chiedere al proprio farmacista di farsi confezionare le essenze con un conservante non alcolico (e, ad ogni modo, se si prevede di consumare la miscela in tempi molto brevi, il conservante potrebbe anche non essere necessario – soprattutto nel periodo invernale).

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– Quanti fiori posso mettere nella miscela? In linea generale si concorda nel non superare i 7, massimo 9 fiori all’interno di una boccetta. Ad ogni modo non c’è, in realtà, un numero preciso: i fiori da inserire devono essere semplicemente quelli necessari, o per lo meno quelli più urgenti.

– Ci sono fiori che non andrebbero miscelati? Secondo la teoria dei binari di Kramer ci sono  dei gruppi di fiori che sarebbe opportuno non miscelare (rimando, per approfondimenti, a siti specializzati o ai suoi libri). Ad ogni modo non tutti i terapeuti sono d’accordo con questo approccio che, personalmente, non seguo.

Cosa succede quando prendo i fiori? Il fiore serve per aiutare la persona a prendere consapevolezza di sé, del suo valore, dei suoi limiti, di cosa vuole fare ecc. All’inizio – nei primi giorni – può esserci la cosiddetta crisi di coscienza (che però non è una vera e propria crisi, è più una sensazione di peggioramento, che si verifica perché il fiore attiva un preciso elemento o archetipo): potresti piangere, capire improvvisamente qualcosa, arrabbiarti o rievocare un episodio che ti rende triste. Questo vuol dire che i fiori stanno facendo effetto. La “crisi di coscienza” dura poco (all’incirca un giorno) e si supera proprio grazie ai fiori. E’ consigliabile prestare attenzione ai sogni durante il periodo di trattamento.

Quanto dura il trattamento? In linea generale il trattamento dura finché il problema per il quale è iniziato è scomparso del tutto (cioè se per un lungo periodo non si vedono più ricadute), tuttavia è bene sapere che per problemi cristallizzati (ad es. difetti caratteriali e disarmonie profonde) è bene portare avanti il trattamento per molti mesi (a volte anche per un paio d’anni). Durante il periodo di terapia è spesso necessario aggiornare la miscela, magari togliendo un fiore e cambiandolo in base allo stato emotivo che viene fuori dopo. Per approfondimenti si legga questo mio articolo. 

– Come evolve una terapia con i fiori di Bach? Si legga a proposito questo mio articolo.

Come si assumono i fiori? Ci sono due metodi di assunzione:

1) metodo del bicchiere d’acqua: si mettono 2 gocce della miscela (o della boccetta stock)  in un bicchiere d’acqua da 200 ml e si sorseggia un po’ alla volta durante il giorno (ogni sorso equivale ad un’assunzione);

2) direttamente dalla boccetta personalizzata che ti ha preparato il farmacista: 4 gocce sotto la lingua x 4 volte al giorno (tot. 16 gocce al giorno). In caso di situazioni gravi (lutto, disperazione, ansia forte ecc.) si possono prendere anche più spesso, tipo 6 oppure 8 volte al giorno, o anche di più; infatti la quantità di 16 gocce al giorno non è quella standard bensì quella minima.

Il primo metodo (bicchiere d’acqua) si usa prevalentemente per stati acuti, il secondo per i trattamenti lunghi, cioè per risolvere problematiche caratteriali profonde.

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– Quanto costa una miscela con i fiori di Bach? Innanzitutto va ricordato che in  floriterapia di Bach esistono tre tipi di boccette: le boccette dei fiori singoli, generalmente da 5 o 10 ml, che si vendono in farmacia e usano i terapeuti o utenti esperti per fare le miscele (le già menzionate stock o soluzione madre), i fiori già pronti all’uso per il cliente finale (chiamati, dalla ditta Remedia erbe, dosi) e le miscele personalizzate che comprendono più fiori (create – quest’ultime – appositamente per l’esigenza del  cliente).

1) stock –> può costare dagli 8 ai 25 euro

2) fiore già diluito e pronto all’uso —> 10 ml costano sui 10 euro

2) miscela personalizzata (ordinabile in farmacia, parafarmacia o erboristeria) –> è da 30 ml e può costare dagli 8 ai  20 euro; serve per circa tre settimane. 

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– Perché andare da un floriterapeuta se per ogni fiore c’è una descrizione? Non posso arrivarci da solo/a a capire qual è il mix di fiori per me?  Certamente, ma non è detto che sempre ci si possa arrivare perché spesso dietro a certi problemi ci sono stati d’animo seppelliti attentamente. Il floriterapeuta fa questo: guarda bene cosa c’è dietro e sa differenziare stati d’animo relativi a fiori facilmente confondibili.

– Quanto costa una consulenza? Una consulenza con un floriterapeuta dura dai 30 ai 60 minuti e può costare dai 25 ai 60 euro.  La consulenza effettuata di persona è preferibile perché si notano più dettagli ma  vi sono  molti terapeuti che offrono la possibilità di effettuare anche consulti online, via mail, per telefono o via skype. Dopo il primo incontro è consigliato un “controllo” per valutare gli effetti del trattamento, accompagnare il ciente nella verbalizzazione delle emozioni e stabilire se è necessario aggiornare la miscela; poi, se bisogna proseguire la terapia, ci si vede sempre meno, a mano a mano che la situazione migliora. I naturopati sono quasi sempre anche floriterapeuti. 

– I fiori di Bach funzionano sempre? Dipende: si  devono rispettare alcuni criteri. Si legga questo mio articolo di approfondimento: Fiori di Bach: perché a volte sembra che non funzionino

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Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

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NB. Questo articolo, sebbene riporti come anno di edizione il 2018, è stato scritto precedentemente (tra il 2017 e il 2018) ed era già pubblicato sul Verde speranza blog ospitato da Wix e Altervista. – Ultimo aggiornamento all’articolo: 9 febbraio 2021, ore 11:13.

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