Dice una citazione di A. Arsen’evic Tarkovskij “In realtà, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico: ovunque vada, è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.”

Eh già, è proprio così.

Si è scritto molto circa la differenza tra turista e viaggiatore: si è detto che la differenza è temporale, che uno usa la cartina e l’altro no, che uno guarda i monumenti e l’altro no ecc. Io credo invece, molto più semplicemente, che la differenza sia interiore: il viaggiatore è inquieto, perennemente in transizione, parte per cercare qualcosa che ancora non sa cos’è; non si mette in viaggio per visitare luoghi ma per visitare – attraverso quei luoghi – una parte di se stesso di cui sente il richiamo. Ecco, il richiamo credo sia un po’ la chiave di tutto: nel viaggiatore c’è un richiamo difficilmente spiegabile; lui sente solo che deve andare in quel posto, non sa perché. E ci va. 

Nel turista invece è tutto pianificato perché l’obiettivo è diverso: il turista vuole solo vedere quei luoghi; e basta. Questo spiega anche perché i viaggiatori abbiano un maggiore spirito di adattamento e perché siano un po’ “allergici” all’uso delle cartine: il viaggiatore infatti usa la cartina solo per lo stretto necessario in quanto per lui la ricerca è importante, per lui perdersi è importante, per lui stupirsi all’improvviso è importante, inghiottire ogni tramonto è importante… e in ogni momento spera di trovare, o di ritrovare, quella parte di sé di cui sente una terribile nostalgia.

Tutto ciò appare in un primo momento molto romantico; il problema è che spesso la ricerca non si conclude (o sembra non concludersi) e non diventa mai veramente chiara… così poi questi viaggi, che apparentemente danno molta libertà, col passare del tempo rischiano di diventare una prigione interiore, se non sono accompagnati da un obiettivo concreto o da un percorso di consapevolezza.

Una cosa però è certa: se da un viaggio non torni profondamente cambiato, allora secondo me non hai viaggiato.

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

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