la floriterapia in pratica

Fiori di Bach: è possibile sceglierli da soli?

E’ possibile scegliersi da soli i fiori di Bach? Beh, certo, è possibile: io spesso e volentieri me li scelgo da sola e credo che tutti i terapeuti – o anche solo chi ha un manuale – lo abbia fatto o sia stato tentato di farlo, ma è importante tener presente che non sempre i fiori che si selezionano sono quelli giusti.

Vediamo il perché.

Bach, quando ideò il sistema floreale che porta il suo nome ci tenne molto a specificare che esso era semplice e che tale doveva rimanere; le descrizioni dei fiori che lui fece non erano così psicologizzate come lo sono oggi, proprio per far sì che le persone potessero riconoscersi nei ritratti senza sentirsi “in difetto”.

Ma cosa succede quando vuoi prepararti i fiori da sola/o? Cosa succede, cioè, quando hai le boccette, il manuale e un minimo di nozioni di floriterapia?

Foto da Pixabay – boccette dei fiori di Bach

Succede che tu hai un problema, o comunque un disagio, lo vedi a modo tuo e in base a questo tuo modo di vederlo ti scegli i fiori. “Okay, e che ci sta di male?” – mi chiederai.

Ci sta di male che il tuo modo di vedere la situazione passa attraverso due filtri:

1) il tuo livello di consapevolezza;

2) l’obiettività.

Con il termine consapevolezza intendo  dire che il soggetto, per poter scegliere adeguatamente i fiori, deve essere consapevole di alcune dinamiche psicologiche che si muovono al suo interno e questo, in genere, è possibile solo quando in passato si è fatto un percorso abbastanza profondo su se stessi.

Perchè è importante individuare – o comunque riconoscere – queste dinamiche? Perchè la scelta dei fiori si basa sostanzialmente su di esse e, un po’ per ignoranza, un po’ per resistenze personali (che abbiamo tutti!) non sempre questa consapevolezza c’è!

Infatti capita, a volte, che i clienti (quelli che già conoscono un po’ i fiori) si domandino come mai io inserisca determinate essenze – secondo loro non necessarie – in una miscela. Il punto è che i fiori lavorano a vari livelli ma, al di là di questo, spesso certe essenze vengono inserite perchè se vi è un determinato stato d’animo manifesto significa che sotto c’è anche un altro stato che – siccome in quel momento non viene percepito (o addirittura viene rinnegato) – non sarebbe stato considerato degno di attenzione dall’utente se questi avesse optato per l’autoterapia anzichè per una consulenza.

Tutto questo ha a che fare con il livello di consapevolezza (che poi si espande proprio grazie all’uso dei fiori giusti).

Foto da Pixabay

2) L’obiettività consiste invece nel saper vedere la propria situazione dall’esterno, come se quel tema lo portasse un altro individuo. Credo che questa sia la parte più difficile nell’autoterapia: magari una persona è consapevole ma non riesce ad essere obiettiva con se stessa. Prendiamo un floriterapeuta – quindi un esperto – che, per trattare un suo disagio personale, si sta scegliendo i fiori da solo; lui magari è convinto di sceglierseli bene (“sono terapeuta quindi li so selezionare”) ma poi succede che un giorno espone il proprio disagio ad un counselor e all’improvviso capisce e pensa: “ah ma allora le cose stanno così! Quindi non mi serve Water violet! Mi serve (ad esempio) Mimulus!

Come ha fatto a capirlo? Lo ha capito perchè si è guardato dall’esterno, grazie ad un’altra persona (o comunque ad un altro mezzo) che gli ha consentito la chiarificazione.

Ecco, questi sono i motivi per cui non sempre l’autoterapia funziona; il tema dell’obiettività è talmente importante che addirittura si sconsiglia a noi terapeuti di accompagnare amici e parenti (o comunque persone con le quali ci sia un certo coinvolgimento emotivo) in percorsi di crescita personale  con i fiori di Bach, onde evitare di suggerire un’essenza per un’altra.

Foto di Shaun F., da Pixabay – fiore australiano Pink everlasting

C’è poi un altro aspetto da prendere in considerazione nell’autoterapia: la reale scarsa conoscenza delle essenze da parte di chi è alle prime armi, soprattutto quando si parla di fiori che corrispondono ad una categoria psicologica complessa, come ad esempio alcuni di quelli tipologici. I fiori infatti agiscono su vari fronti e a più livelli e spesso questa complessità si coglie non solo dopo molti libri letti  (e corsi seguiti) ma anche attraverso una reale sensibilità e una certa esperienza.

Fate dunque attenzione quando volete scegliervi i fiori da soli per ottenere risultati reali: se proprio desiderate farlo provate almeno a chiedere a qualche persona esterna (fidata) come vi vede dall’esterno e che sentimenti le arrivano osservando la vostra personalità e la vostra situazione e ma se avete dei dubbi contattate un floriterapeuta, soprattutto se intendete fare lavori profondi.

Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

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DHYANA VERDE SPERANZA

Ciao, sono Dhyana e da piccola sognavo di cambiare il mondo ma tutti mi dicevano che non era possibile. Col passare del tempo ho capito che è vero, non è possibile, ma si può partire da se stessi, migliorarsi, crescere ed essere così di esempio - e di aiuto -anche agli altri.
In questo blog condivido con te quello che ho imparato, quello che ho vissuto e come io vedo il mondo!
Scrivimi a verdesperanzablog@libero.it

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