Fiori di Bach: il problema delle aspettative verso il trattamento

Sono ormai tanti anni che assumo i fiori di Bach e conosco numerose altre persone che, come me, li usano o li hanno usati. I risultati, sia su di me che sugli altri, sono stati diversi (ché poi, infatti, ogni fiore ha uno spettro di azione ampio) ma un discorso a parte va fatto sulle aspettative, un tema importante ma abbastanza trascurato.

Cosa intendo per aspettative? Intendo quello che tu ti aspetti quando inizi a prendere i fiori, e ciò che ti aspetti dipende molto anche dall’approccio che hai nei confronti di te stesso/a e del trattamento.

Molte persone infatti si avvicinano alla floriterapia perché hanno provato con altri rimedi e non hanno ottenuto i risultati sperati, oppure desiderano una miscela floreale perché vogliono sbarazzarsi di un certo malessere (e poi magari se quel malessere non passa – perché a livello evolutivo serve o perché semplicemente ci vuole un po’ di tempo – danno la colpa al floriterapeuta oppure dicono che la floriterapia “non funziona”, interrompendo precocemente il trattamento). –> Se vuoi approfondire vai a Fiori di Bach: perché a volte sembra che non funzionino

Foto by Pixabay

Ora: i fiori – se scelti bene e se assunti in una quantità giornaliera sufficiente 1 – il loro lavoro lo fanno sempre, però una fetta di percorso spetta anche alla persona farla, cioè… quello che molti non vogliono capire è che i fiori sono uno strumento per acquisire consapevolezza e crescita personale. A differenza dei fiori australiani che, secondo la mia opinione, sono sintomatici (e funzionano anche molto bene, infatti io li prendo e li sto studiando), i fiori di Bach fanno un lavoro assai profondo sulla personalità e più a lungo si prendono, più si vedono i risultati sul proprio carattere. –> Se vuoi approfondire vai a Fiori di Bach e fiori australiani: somiglianze e differenze

Ma cosa significa fare un percorso? Significa che non devi delegare tutto il processo ai fiori e neanche al terapeuta; significa che una volta che il fiore ti manda l’informazione, tu devi accoglierla e soprattutto devi chiederti cosa puoi fare tu – oltre a prendere i fiori – per raggiungere il tuo obiettivo; inoltre potresti anche chiederti cosa – quel malessere – ti impedisce di fare, per capire un po’ meglio se ci sono comportamenti che tendono a ripetersi.

Generalmente le fasi che si affrontano durante il trattamento sono le seguenti:

1)crisi di coscienza”, cioè una sensazione di peggioramento che di solito avviene il primo giorno e poi scompare, ad esempio una persona che sta prendendo i fiori perché ha subìto un lutto importante e si sente in colpa – cosa che frequentemente accade: si pensa di non aver fatto abbastanza o di aver fatto troppo o di aver sbagliato in qualcosa – potrebbe sentirsi peggio; significa che i fiori scelti sono giusti e stanno iniziando a fare effetto. La crisi di coscienza, comunque, non si verifica sempre.

2) miglioramento della situazione emotiva e comprensione di certe dinamiche (ed è qui che la persona deve essere brava a riflettere su ciò che le arriva dai fiori), ad esempio la persona di prima, grazie ai fiori, inizia a stare meglio e comincia a capire che certe cose accadono inevitabilmente e che il suo modo di agire era correlato al suo stato di consapevolezza. Inizia a comprendere che ha agito per il bene dell’altro e si chiede se davvero sia “colpevole” di questa perdita.

3) apertura a nuove possibilità: il senso di colpa, tramite il lavoro fatto dai fiori, inizia a scemare; la persona si sente meglio ed è pronta a tornare alla vita oppure  avverte che deve esprimersi e andare un po’ più a fondo, allora valuta di affiancare il trattamento floreale ad un percorso di counseling espressivo (o di chiedere un supporto psicologico).

Foto by Pixabay – Sestri Levante (GE)

Quanto tempo ci vuole per arrivare all’ultima fase? Dipende! Come ho già scritto nell’articolo Quanto dura un trattamento con i fiori di Bach? il trattamento può essere anche molto lungo, soprattutto se si lavora su quelle disarmonie che si sono cristallizzate e che rappresentano anche la sfida del soggetto in questa vita, ma quello su cui io insisto è che bisogna vedere i fiori come un accompagnamento. E il terapeuta stesso ha – e dovrebbe avere – questo ruolo: non quello di consigliare i fiori e basta ma di accompagnare la persona, di far sì che questa possa verbalizzare le sue emozioni, e di farle capire che – sebbene certi eventi della vita non possano essere evitati – possiamo comunque affrontarli con un altro spirito, con un rinnovato e più positivo atteggiamento.

Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

[Ultimo aggiornamento all’articolo: 13 marzo 2021, ore 08:36]

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  1. 4 gocce x 4 volte al giorno è la dose minima: in alcuni casi bisogna assumere le gocce più spesso.
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