Era da tempo che desideravo scrivere qualcosa sull’umiltà poiché penso che si sia andata diffondendo un’idea un po’ fuorviante di questo termine, che è assai diversa da quella che è la sua reale accezione. La parola umile, infatti,  deriva da humus (terra); essere umili significa quindi essere vicino alla terra. In che senso? Nel senso di avere coscienza dei propri limiti, nel senso di non gonfiarsi, non diventare presuntuosi. Restare umani. Restare appunto, umili. Un concetto assai differente rispetto al modo in cui invece noi intendiamo l’umiltà: ci hanno portato a credere, infatti, che una persona è umile se “si priva”, in un certo senso, di un qualche riconoscimento. Mi spiego: se tu vali 10 ma ti comporti come se valessi 8 e chiedi riconoscimenti da 8 ritieni (o ti fanno credere) di essere umile perché “ti abbassi”, ti togli  – diciamo – qualcosa. Così come quelli che hanno molte qualità e con le loro qualità potrebbero guadagnare molto ma in nome di uno strano concetto di umiltà rendono dei servizi gratuitamente.

Bene, chiariamo una cosa: quella non è umiltà, è mancanza di autostima (e/o presenza di un qualche senso di colpa).

La persona umile, quindi, non è quella che “si toglie” qualcosa a cui potrebbe ambire ma è, invece, quella che sa di non avere la verità in tasca. L’umiltà ha a che fare con l’equilibrio, l’obiettività, la semplicità e l’onestà. Una persona è umile se vale 10 e chiede riconoscimenti da 10, si fa pagare da 10 ma nonostante ciò non diventa presuntuosa, non diventa arrogante, non tratta gli altri come se fossero inferiori a lei ma anzi, li aiuta a migliorare e ad emergere; una persona è umile se nonostante sia colta mette in discussione le sue convinzioni (con criterio, ovviamente!) senza mai pensare di essere arrivata ad una qualche “illuminazione”. Una persona è umile se con un valore da 10 riesce a non diventare mai strafottente.

Umiltà, quindi, è ricordarsi che siamo tutti umani, ricordarsi da dove si viene, ricordarsi quali sono le cose veramente essenziali; rispondere gentilmente alle domande e alle mail; non parlare sopra agli altri; avere senso civico e senso di solidarietà. E riconoscere che in certi campi qualcuno, anche se ha studiato meno a livello accademico,  può saperne più di te. E lì devi essere umile, talmente umile da avere il dubbio che forse esistono altri tipi di verità oltre quella che tu ritenevi “unica”.

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

Per approfondimenti si legga Essere umili nella vita rende grandi persone, di Sebastiano Dato.

Ultimo aggiornamento all’articolo: 16 febbraio 2020, ore 21:48.

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