COS’E’ L’I CHING E A COSA SERVE. I Ching è un antichissimo testo oracolare cinese.  Il suo scopo è quello di offrire una maggiore comprensione di se stessi e/o di una data situazione, si consulta cioè per indagare, per fare degli approfondimenti, per chiedere consiglio e capire se qualcosa può andare bene per noi oppure no. E’ un libro che esige rispetto (io lo considero quasi sacro), non vuole essere disturbato per questioni che per chi lo consulta non sono importanti e non va usato per avere conferme in momenti di ansia, cioè per  vedersi rispondere ciò che si desidera.

IN QUALE LINGUAGGIO RISPONDE. Risponde in maniera assai particolare, cioè facendoti notare ciò che secondo lui deve essere notato; le risposte sono fornite in linguaggio simbolico, con storie della cultura cinese, e sovente contengono consigli ed avvertimenti. Gli esagrammi (cioè i responsi – sotto forma di immagini – che possono uscire) sono 64 e rappresentano tutte le situazioni in cui si può trovare un essere umano e le varie forze in gioco. 

CHE TIPO DI DOMANDE SI POSSONO PORRE. Innanzitutto è importante lo scopo che si ha nel porle: il quesito deve essere posto per motivi puliti, cioè per migliorare una situazione, per fare luce su qualcosa, per orientarsi. Si possono fare anche domande sul futuro (“come potrebbero evolvere i contatti con Tizio sulla base della situazione attuale?”), tuttavia ciò che arriva in risposta non è propriamente il futuro “scritto” (che secondo me non ti dirà mai nessuno!)  bensì la possibilità che potrebbe manifestarsi sulla base del seme che c’è al presente. Trovo poco etico, in linea generale, porre domande su altre persone a fini di curiosità e “pettegolezzo”. Detto questo, credo che le risposte del Libro dei mutamenti si comprendano meglio a fronte di quesiti aperti, del tipo “cosa potrei aspettarmi se faccio questa cosa?”. –>  Per approfondire leggi l’articolo Come porre domande all’I Ching (cosa chiedere e cosa non chiedere).

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COME CONSULTARLO (ossia COME PORRE LA DOMANDA). Per consultarlo ti servono tre monete; ognuna avrà il valore di 2 su una facciata e di 3 sull’altra facciata. Le monete vengono lanciate sei volte consecutive e ad ogni lancio possono uscire quattro tipi di risultati, che saranno annotati dal basso verso l’alto (è molto importante partire dal basso, altrimenti esce un altro responso!).

Esempio.

Se al primo lancio avrò 233 scriverò 233 in basso;

sopra scriverò quello che mi esce al secondo lancio, ad es. 223;

al terzo lancio potrei avere 333 e lo scrivo sopra a ciò che mi è uscito prima;

al quarto potrei avere 222;

al quinto 233;

al sesto 223.

Avrò così una specie di rettangolo creato con le righe di questi numeri, che sarà:

223 (6. lancio)

233 (5. lancio)

222 (4. lancio)

333 (3. lancio)

223 (2. lancio)

233 (1. lancio)

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COME RICAVARE IL RESPONSO.  Per conoscere l’esagramma risultante devo effettuare una trasformazione, bisogna cioè trasformare i numeri in linee. Le linee sono di due tipi: spezzata o continua.

233 –> corrisponde ad una linea spezzata, rappresentata così:     —-   —-

223 —> corrisponde ad una linea continua, rappresentata così: _____

222 —> corrisponde ad una linea spezzata, però mobile —  —

333—> corrisponde ad una linea continua mobile _____

Cosa significa “linee mobili”? Quando escono le linee mobili esse daranno poi vita ad un altro esagramma, che fa sempre parte della risposta, cioè le linee mobili poi si trasformano ulteriormente, quelle fisse invece restano così.

Quindi, tornando all’esempio di prima, effettuando la trasformazione si otterrà il seguente esagramma:

223 è diventato   _____

233 è diventato __  __

222 è diventato __ __   mobile

333 è diventato _____ mobile

223 è diventato _____

233 è diventato __  __

A questo punto prendo l’elenco degli esagrammi e cerco il disegno che mi è uscito (ovviamente sul disegno ci troverò solo le linee, e non la specificazione “mobile”, che incontrerò invece all’interno della spiegazione approfondita, consultabile sui relativi libri o siti internet). Scopro quindi che questo disegno corrisponde all’esagramma n. 18; allora apro il libro, o cerco su internet, di cosa esso parli, meditandoci un po’ sopra.

Oltre alla spiegazione generale dovrò approfondire le due linee mobili che mi sono uscite: andrò quindi a controllare, sempre partendo dal basso, su quale riga si trovano (la terza e la quarta dal basso) e che somma mi danno (3+3+3=9 al terzo posto; 2+2+2= 6 al quarto posto). Cercherò quindi, nell’ambito della spiegazione dell’esagramma 18, i punti in cui vengono esposti i chiarimenti circa il 9 al quarto posto e il 6 al quarto posto.

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COME RICAVARE L’ESAGRAMMA DERIVATO PARTENDO DALLE LINEE MOBILI. Siccome questo esagramma contiene delle linee mobili (ossia con un numero che si ripete, 222 e 333) vuol dire che da questo esagramma ne verrà fuori un altro (il cosiddetto “derivato”) che fa sempre parte della risposta; se invece ottengo solo linee con 233 o 223 avrò un esagramma “fisso”,  vale a dire che solo esso, da solo, rappresenta la risposta. L’esagramma derivato, a livello grafico, è lo stesso esagramma che già hai, però con le linee mobili invertite: cioè dove ti è uscita una linea continua 333 ____  avrai – nell’esagramma derivato –  una linea spezzata  __   __  e dove avevi 222 (cioè la spezzata) __   __  avrai ora una linea continua _____

Tornando al nostro esempio, ecco i disegni del primo e del secondo esagramma:

223 è diventato   _____                              —–> resta       _____

233 è diventato __  __                                 —-> resta        __  __

222 è diventato __  __   mobile                  —> diventa  _____

333 è diventato ____    mobile                   —-> diventa  __   __

223 è diventato _____                                —-> resta       _____

233 è diventato __  __                                —-> resta       ___ __

Mi vado allora a cercare il disegno del secondo esagramma ottenuto e così scopro che il responso completo alla mia domanda è: esagramma 18  (con linee mobili 3 e 4), che muta nel 64.

COME INTERPRETARE IL RESPONSO. Se ti è uscito un esagramma che muta, come da esempio, il primo esagramma (che qui sarebbe il 18) rappresenta la situazione iniziale, il seme, il momento in cui ti trovi ora e ciò su cui il libro ti consiglia di porre l’attenzione. Le linee mobili rappresentano i consigli o le possibili fasi dell’evoluzione, ma quasi sempre sono degli avvertimenti (e ti accorgerai che quando esce una linea mobile al 6. posto non è quasi mai di buon auspicio). L’esagramma derivato può rappresentare, a seconda della domanda, una probabile conseguenza della situazione attuale oppure un’integrazione della risposta, vale a dire un altro aspetto su cui porre l’attenzione (o anche, secondo me, la causa stessa del “problema”). La mia opinione è che quando c’è un’evidente pertinenza tra le linee mobili e il derivato, quest’ultimo possa rappresentare un’evoluzione, altrimenti va preso come un’integrazione. L’importante, però, è non considerare mai il secondo esagramma come una sentenza lapidaria sul futuro poiché non è questo il senso del libro.

Quando invece esce un esagramma “fisso”, cioè senza linee mobili, si deve prendere in considerazione solo il responso generale e a mio avviso il significato di quell’esagramma si amplifica molto.

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I TEMPI NELL’I CHING. La risposta parte sempre da ciò che c’è nel presente quindi è consigliato porre domande su problemi attuali o su soluzioni da prendere “presto”; domande su tempi lunghi le evito, o comunque se le faccio poi le pongo di nuovo mentre mi avvicino “alla data” poiché  ovviamente, in quell’arco di tempo, sarà mutato qualcosa (è  comunque sconsigliato fare domande ripetitive).

IL PESO DELL’EMOTIVITA’ QUANDO SI FANNO DOMANDE ALL’I CHING. E’ chiaramente poco utile consultare il libro quando si è molto agitati o in preda all’angoscia poiché ciò che si ricerca quando si vivono questi stati d’animo è più un conforto che una risposta; di conseguenza il responso ottenuto potrebbe non essere obiettivo.

MA ALLA FINE… CHI E’ CHE RISPONDE?  Molti pensano che quando si consulta un oracolo risponda una certa “entità”, intesa come un qualcosa al di fuori di noi. In realtà secondo me tu parli con te stesso attraverso quel tipo di strumento, in questo caso Il libro dei mutamenti. Credo che chi risponda – quindi – sia proprio tu, cioè la parte più profonda di te. 

Autrice: Dhyana C. – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

Ultima modifica all’articolo: 16 febbraio 2020, ore 22:56.

Per approfondire l’argomento:

-elenco degli esagrammi dell’I Ching sul sito ‘Scienze esoteriche’

-spiegazione degli esagrammi sul sito ‘Lo specchio di Eva’

-spiegazione ed approfondimenti sull’I Ching e gli esagrammi sul sito ‘Ching e coaching’

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