Uso e abuso del Rescue remedy

Rescue remedy: chi non lo conosce? Chi non lo ha mai sentito nominare? Sembra quasi una una pozione magica, ma vediamo meglio che cos’è.

Con il nome Rescue remedy si intende una miscela di cinque fiori di Bach (Impatiens, Cherry plum, Clematis, Rock rose, Star of Bethlehem) che va a rappresentare la boccetta più famosa di tutto il sistema floreale inglese. Inizialmente Bach chiamò Rescue l’essenza Rock rose; successivamente il nome Rescue fu dato solo a questa miscela che conosciamo oggi. Non si sa bene il perché, ma Rescue remedy – pur essendo un combinato – agisce come un unico fiore (quindi se assumo una miscela con 5 fiori + Rescue starò assumendo 6 fiori e non 11).

Questa miscela è stata ideata per sostenere la persona in situazioni di emergenza, ad esempio in caso di shock, incidente, ansia forte ecc. E’ molto utile all’inizio di terapie con persone che si trovano in stati ansiosi intensi poiché li aiuta a trovare un po’ più di tranquillità prima di iniziare il trattamento vero e proprio. Grazie a questo suo ruolo, le persone hanno iniziato ad usare il Rescue come se fosse un ansiolitico. “Ho l’ansia. Cosa faccio? Prendo il Rescue!” Ora, questo si può fare, nessuno lo impedisce, ma dopo un po’ su quest’ansia bisognerà anche lavorarci. Cioè, usare solo il Rescue senza fare un vero lavoro con i fiori mi sembra un po’ riduttivo, significa trattarlo come un medicinale che agisce sul sintomo quando in realtà la funzione dei fiori è un’altra ed è quella di accompagnare la persona in un processo di trasformazione profonda.

Foto by Pixabay

Questo è quello che io chiamo abuso del Rescue remedy, un abuso fatto un po’ per pigrizia un po’ per comodità, un po’ perché magari un percorso più profondo spaventa e lo capisco. Ok agire sull’ansia, ma vediamo anche da cosa ti viene, cosicché magari ti passa anche del tutto.

Per quanto riguarda l’uso, come ho già detto, il Rescue andrebbe scelto solo in situazioni di emergenza, shock e traumi, utilizzandolo attraverso 4 gocce sotto la lingua al bisogno oppure 4 gocce in un bicchiere d’acqua da sorseggiare un po’ alla volta.

Si può usare però anche esternamente, ad esempio tramite impacchi su una parte dolente, in spray (se magari volete spruzzarlo alle vostre piante o su una parte del corpo che ritenete possa beneficiarne; la dose è di 4 gocce ogni 200 ml di acqua) o anche facendo una crema: in questo caso la base deve essere una crema neutra non troppo grassa e vanno messe al centro del barattolo 2 gocce ogni 10 ml di crema per poi girare con uno stecchino di legno in senso orario fino a completo assorbimento.

Il Rescue, in commercio, lo possiamo trovare in vari formati:

  • gocce;
  • pastiglie
  • spray;
  • pomata (per applicazioni locali).

Autrice: dott.ssa Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net)

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[Articolo pubblicato anche sul Verde speranza magazine di gennaio 2021]

Tutte le foto presenti in questo sito sono state prese da Pixabay.

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