Perché la solitudine non salva un bel niente – parte 1 – (e il fiore di Bach RED CHESTNUT) DOTT.SSA L. DHYANA CARDARELLI, 14 Giugno 201825 Giugno 2026 FIORI DI BACH: CLASSIFICAZIONE, SPIEGAZIONE E COMBINAZIONI - SCARICA IL MIO E-BOOK GRATUITO! 💌 SOLITUDINE E DIPENDENZE“È meglio stare da soli, imparare a stare da soli, ché sennò il rapporto di coppia diventa una dipendenza!” – mi disse una volta un mio amico catalano.Ma tra Catalunya e Italia non è che ci siano molte differenze nella visione (distorta) di queste cose: oggi va di moda dire che stare da soli è figo, che stare da soli “ti risolve” e ti rende indipendente, e che addirittura ti auta ad evitare dipendenze affettive – come se ogni relazione porti con sé il marchio inesorabile della dipendenza!Cioè, secondo questa gente: solitudine= sanità mentalerelazione= dipendenza, sempre e comunqueImmagine di Franz Bachinger, da PixabayIo – davvero – non ho più parole per commentare tutte le fesserie che sento e che leggo… perchè di fesserie si tratta, e sai perché? Perchè poi vedo questa gente – questi “solitari indipendenti” – e anche loro sono pieni di dipendenze: dai social, dalle app di incontri, dalle macchinette, da alcol e droghe, da gente varia ed eventuale. Sono i primi ad avere dipendenze ma si credono liberi.Eh sì, caro mio, perché la solitudine non salva un bel niente, anzi: è esattamente il contrario!Come quei genitori – totalmente disinformati – che “non coccolo troppo mio figlio sennò poi diventa dipendente” e poi se lo ritrovano da adolescente pieno di dipendenze, e non riescono a capire il perché.Perchè non funziona così!: è proprio il fatto di aver avuto certe cose nella misura più che sufficiente, che ti aiuta a non averne più bisogno! E non credo che ci voglia la laurea per capirlo: basterebbe un po’ di buon senso.E così in nome di una presunta indipendenza ci stiamo trasformando in una massa di automi, incapaci di interagire gli uni con gli altri, diffidenti a livelli mai visti prima, con questo spauracchio della dipendenza affettiva. Mi chiedo: ma di quale libertà stiamo parlando? Perché in realtà le dipendenze ce le abbiamo lo stesso!: i social, i like, i flirt virtuali, l’approvazione degli altri, ecc.Le dipendenze (tra cui quelle affettive, così tanto temute, ma solo perchè fanno apparire deboli) esistono – certo – ma non si prevengono con la solitudine, anzi: la solitudine le amplifica.Io penso -anzi, sono straconvinta – che tutti abbiamo (o abbiamo avuto) qualche dipendenza, da persona o da altre cose (vuoi dirmi ad esempio che non sei dipendente dal tuo smartphone?). Spesso però non ne siamo consapevoli!Foto da PixabayALLA RADICE DELLA DIPENDENZAQualsiasi dipendenza nasce da un forte bisogno insoddisfatto, oppure dall’avere avuto troppo poco (poco di quella cosa o di quella persona) rispetto al bisogno reale; quindi se hai una dipendenza non è che sei debole o sei scema/o, semplicemente stai manifestando un bisogno che all’epoca non fu soddisfatto.Quindi cosa succede? Succede che tu subisci quella mancanza ma poi per colmare quel bisogno che ti è rimasto dentro ti sfoghi con qualcosa che ti dà un nutrimento molto simile.Foto di Jackson David, da PixabayQuesta cosa vale anche per gli animali: se togli un cane (o un gatto) dalla madre prima che lo svezzamento sia terminato (e per svezzamento non intendo che il cucciolo sappia mangiare da solo ma che la madre gli abbia trasmesso l’imprinting, insegnandogli tutto quello che gli deve insegnare e lasciando che sia lui ad allontanarsi spontaneamente) quell’animale ti darà un sacco di problemi perchè soffrirà di ansia da separazione: non riuscirà più a staccarsi da te (visto che metaforicamente rappresenti la madre) e ogni volta che lo lascerai da solo ti distruggerà la casa (poichè avrà paura), abbaierà, piangerà, starà male, i vicini potrebbero chiamare i Carabinieri e tu passerai i guai. –> per approfondire leggi il mio articolo su HeatherCapisci, amico, perchè è fortemente sbagliato prendere un cucciolo prima dei tre mesi (oltre ad essere crudele anche verso la madre)?E capisci perchè lo stesso discorso vale per le persone?Foto by PixabayUN ESEMPIO DI “DIPENDENZA INCONSAPEVOLE”Una persona può essere consapevole oppure no, di avere una dipendenza. Un esempio di dipendenza “inconsapevole” si palesa in tutte quelle relazioni dove una persona (o entrambi) non è felice ma non riesce a lasciar andare l’altro… e – parlando – ti dice: “Non ci sto bene, non lo/a amo, eppure non riesco a lasciarlo/a” Ma perchè? Eppure non sono così debole!”Perchè non si tratta di essere forti o deboli! Si tratta di una dipendenza affettiva che tu però non vedi!Sovente si tratta di coppie che davvero non si amano – magari si vogliono bene, certo – vivono come fratelli e non hanno più rapporti sessuali. Coppie dove non si parla, dove non si condivide niente, dove non si riesce ad entrare in reale intimità con l’altro.Poi indaghi un po’ e magari scopri che a lei è morto il padre, a lui la madre, scopri che lui le ricorda suo padre e lei gli ricorda sua madre, scopri che lui la trattava come suo padre e lei lo tocca come lo toccava sua madre; insomma: capisci che ‘sti due non si sono scelti per quello che sono davvero ma per quello che inconsciamente rappresentano… e per questo sono diventati dipendenti! Perché staccarsi dal partner equivale a staccarsi da quel genitore, anche se il genitore è già morto (ma non è stato lasciato andare).Questo è solo un esempio ma ne potremmo fare tanti, per capire quante sfaccettature le dipendenze possono presentare, e come mai spesso non ci accorgiamo di averle.AFFRONTARE UNA DIPENDENZA NEL MODO INTELLIGENTEHai presente quelli che si tolgono le sigarette e poi cominciano a bere?Che senso ha smettere di fumare ed iniziare a bere? Nessuna, poiché stai sostituendo una dipendenza con un’altra.Per questo motivo se hai una dipendenza- ad esempio una dipendenza affettiva – se ce l’hai veramente – non è togliendola di botto che aiuti te stesso, bensì andando a capire cosa devi rinforzare nella tua vita.Abbiamo detto, infatti, che una dipendenza nasce da una mancanza; se ad esempio a te mancano gli amici potresti diventare dipendente dai forum o dai social network, che ti danno la sensazione di stare in un gruppo.Ora: se tu di botto ti togli i social senza aver prima rinforzato il lato sociale della tua vita, rischi di andarti a cercare un’altra dipendenza.La soluzione quindi non è quella di maledire la situazione (o la persona) che ti dà dipendenza bensì – almeno in certi casi – di gestire la tua dipendenza con consapevolezza, fino a quando non avrai rinforzato quello che devi rinforzare, in modo che poi tu possa staccarti spontaneamente e con la tua forza interiore.Occhio, però! Non fraintendermi! Ho detto gestire con consapevolezza, perché una dipendenza non è mai qualcosa di veramente sano, e comunque se il tuo partner ti manca di rispetto o se un’abitudine tossica ti fa stare davvero male è bene correre subito ai ripari e chiedere aiuto, ché con certe cose non si scherza.RED CHESTNUT, IL FIORE DI BACH PER I RAPPORTI SIMBIOTICI E LE DIPENDENZE AFFETTIVERed chestnut (ippocastano rosa) è un fiore di Bach che appartiene al gruppo paura e rappresenta lo stato in cui la persona, che di base ha una dipendenza affettiva, si fonde totalmente con l’oggetto del suo amore entrando in ansia per lui e dimenticando se stessa (non a caso il Red chestnut è un ibrido tra due specie di ippocastano). Ha bisogno di Red chestnut colui che, essendo pervaso da pensieri negativi, esagera la gravità delle situazioni immaginando uno scenario catastrofico di disgrazie: un raffreddore di suo marito è già un tumore, un ritardo del figlio diventa un incidente e via dicendo. Ovviamente in uno stato Red chestnut vi può essere la tendenza ad assillare gli altri con le proprie raccomandazioni (e telefonate) e a farli sentire in colpa. In complesso vi è il disinteresse, nel soggetto, per la propria persona e un eccessivo dedicarsi agli altri in maniera appiccicosa, spesso trasferendo sui propri cari uno stato di ansia e paura (che all’esterno viene chiaramente percepito). VUOI AVVICINARTI AL MONDO DEI FIORI DI BACH, SCOPRIRE A COSA SERVE OGNI FIORE E CONOSCERE ALCUNE COMBINAZIONI UTILI?? SCARICA IL MIO PDF GRATUITO!In realtà la paura per gli altri nasconde, in questo caso, un timore per se stessi: poiché questo individuo non è emotivamente autonomo e non coltiva la propria vita, dipende psicologicamente dagli altri e se succedesse qualcosa ai propri cari, per lui sarebbe la fine, visto che ne ha bisogno (e in un certo senso vorrebbe che anche gli altri abbiano bisogno di lui). Le persone che presentano questa disarmonia, se la cronicizzano facendola diventare un tratto caratteriale e se hanno un carattere particolarmente dominante, possono limitare di molto la libertà, l’autonomia e la realizzazione di soggetti più deboli, in particolare dei figli.Foto di Markus Wiknler, da PixabayIl trattamento floreale, abbinato ad altri fiori specifici, aiuta in tutti gli stati in cui si ha difficoltà a staccarsi da qualcuno: nei rapporti simbiotici, nei rapporti di dipendenza affettiva, nello svezzamento; supporta l’individuo nel diventare indipendente e nel placare la sua ansia.PREPARAZIONE DEL FIORE: metodo della bollitura;GRUPPO 1: paura;GRUPPO 2: fiori spiritualizzati.SE ANCHE TU HAI QUESTO PROBLEMA… Se anche tu tendi a fonderti con le persone che ami dimenticando te stessa/o, se hai problemi di ansia, stress, angoscia, timidezza o vuoi andare oltre quei “non ci riesco” che ti limitano… se non riesci a capire cosa vuoi dalla vita, se vuoi imparare ad amarti di più… ti offro uno spazio sicuro per ascoltarti e consigliarti la miscela di fiori di Bach ideale per te! Ricorda che l’effetto migliore – soprattutto all’inizio del trattamento – non si ottiene con un fiore solo ma con una miscela di più essenze, e io sono qui per consigliarti quelle più adatte a te! —> SCOPRI LE MIE CONSULENZE FIORI DI BACHAutrice: © Dott.ssa L. Dhyana Cardarelli – Verde speranza blog (www.verdesperanza.net). Tutti i diritti riservati. E’ severamente vietato riprodurre questo testo altrove – anche modificando le parole – senza citare la fonte. Tutte le foto presenti in questo sito sono state prese da Pixabay.Ultimo aggiornamento all’articolo: 20 aprile 2026——————————————–Leggi anche:Perché la solitudine non salva un bel niente – parte 2 – La solitudine: fino a che punto fa davvero bene?Perché la solitudine non salva un bel niente – parte 3 – Water violet: il fiore di Bach per le persone sagge che tendono a ritirarsi dal mondoCENTAURY: il fiore di Bach per chi è “troppo buono”L’amore bisognoso (e manipolatorio): le caratteristiche e il fiore di Bach CHICORY FIORI DI BACH: CLASSIFICAZIONE, SPIEGAZIONE E COMBINAZIONI - SCARICA IL MIO E-BOOK GRATUITO! 💌 Ti è piaciuto quest'articolo?Allora resta in contatto con me:riceverai una mail ogni 10 giorni (ogni volta che pubblicherò un articolo nuovo) e in più...regali esclusivi, offerte e racconti di vita quotidiana e fiori di Bach! Solo e-mail belle (e soprattutto utili), come se ti scrivesse una cara amica!Iscriviti!Puoi leggere qui la privacy policyBuilt with Kit Se ti è piaciuto quello che ho scritto condividilo! capire se stessi e gli altri descrizione dei fiori di bach fiori di bach amore appiccicosoamore simbioticoansiaansia da preoccupazioneansia da separazionedipendenzadipendenza affettivadipendenze affettiveedward bachfiori di bachfloriterapiaindipendenzapaurapreoccuparsi troppo per gli altripreoccupazione eccessiva per gli altrirapporti simbioticired chestnutrelazionisimbiosisolitudinestaccarsisvezzamento
——————————————–Leggi anche:Perché la solitudine non salva un bel niente – parte 2 – La solitudine: fino a che punto fa davvero bene?Perché la solitudine non salva un bel niente – parte 3 – Water violet: il fiore di Bach per le persone sagge che tendono a ritirarsi dal mondoCENTAURY: il fiore di Bach per chi è “troppo buono”